Italia
Del Fabro-Fautario: la strana coppia al centro della difesa
PISA. Una strana coppia ha presidiato la difesa nerazzurra negli ultimi tre turni: Dario Del Fabro e Simone Fautario, estratti come unici possibili difensori centrali dalla roulette degli infortuni...
PISA. Una strana coppia ha presidiato la difesa nerazzurra negli ultimi tre turni: Dario Del Fabro e Simone Fautario, estratti come unici possibili difensori centrali dalla roulette degli infortuni che ultimamente hanno colpito soprattutto il pacchetto arretrato. Una retroguardia perforata nelle ultime 3 giornate soltanto da un difensore del Cittadella (Salvi, lasciato libero da Cani) e dal colpo di testa del beneventano Cissè (favorito da uno svarione di Ujkani). Merito senz’altro, non solo ma anche, di una coppia di stopper assolutamente imprevista ed amalgamata a tempo di record.
Esplosione. Del Fabro è la grande rivelazione in casa nerazzurra, cresciuto sulla falsariga delle recenti esplosioni di Suagher e Goldaniga. Arrivato in estate dal Cagliari insieme all’argentino Colombatto, a differenza del collega è rimasto a Pisa anche dopo le bufere d’agosto. La sua prorompente affermazione è iniziata già prima dell’infortunio capitato a Crescenzi, che ha liberato per il ventenne sardo la maglia da titolare. La gara di Benevento, disputata stoicamente per un tempo e mezzo con un vistoso cerotto sotto il mento, ha ricordato un Monza-Pisa di 10 anni fa e un indomito Raimondi, colpito duramente al volto più o meno allo stesso modo e nel medesimo minuto (il 20’ del primo tempo), ma tornato in campo nonostante tre punti di sutura.
Professionalità. Ancor più sorprendenti le buone prestazioni di Fautario, che giovanissimo non è, ma aveva disputato solo 10 minuti più recupero nella prima partita con il Novara, attendendo poi il proprio turno per 17 giornate. L’ingresso a freddo nel match di Cittadella, al posto di Lisuzzo in mezzo ad una difesa a tre, per un difensore che di solito opera sulla corsia di sinistra. Contro lo Spezia ed a Benevento l’ex comasco ha giocato addirittura da stopper in un reparto a 4, davanti a consumati bomber come Granoche e Ceravolo, costretti a vivere una giornata di digiuno. Ha collezionato 264’ (più recupero) sugli ultimi 270’, oltre ai 120’ in Coppa a Torino, dimostrando una tenuta atletica, figlia della grande professionalità con cui si è allenato nei lunghi mesi trascorsi in panchina. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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