Gioco
Zazzaroni, un tifoso in più all’Arena
Il giornalista bolognese racconta gli strani retroscena della trattativa di giovedì
PISA. Chi più di ogni altro si è esposto a livello nazionale, nell'intricata vicenda societaria del Pisa, è stato sicuramente il giornalista Ivan Zazzaroni, direttore dell’edizione online del Corriere dello Sport, diventato un beniamino dei tifosi sui social ed in particolare sul gruppo Facebook "Io Sto con Ringhio Gattuso e il Pisa", dove durante la trattativa sulla cessione del Pisa aggiornava tifosi e addetti ai lavori con i suoi post. Oggi Zazzaroni sarà sugli spalti dell'Arena a godersi Pisa-Spezia: «Confermo che ci sarò. Domattina (stamani ndr) presto partirò per Pisa da Bologna, poi dopo la partita ho un appuntamento a Milano quindi dovrò scappare. Ogni promessa è debito. Sarò molto contento di fare una follia. In poche ore toccherò Roma, Bologna, Pisa e Milano».
Dopo un estenuante trattativa il Pisa è passato nelle mani della famiglia Corrado. Una soddisfazione anche per lei che ha seguito la vicenda societaria...
«Mi sento soddisfatto perché ce l'abbiamo fatta, anche se io preferisco dire che ce l'avete fatta, io ho fatto più che altro l'amplificatore, il detonatore perché spaccavo i c... ai protagonisti, però è una vittoria dei tifosi e della gente che ha saputo soffrire senza fare casino, un casino accettabile, nelle altre piazze sarebbero state fatte rivoluzioni, macchine sfasciate, minacce, in realtà tutto si è svolto con grande civiltà».
Il comportamento dei tifosi pisani può aver agevolato la conclusione della trattativa?
«E’ stato fondamentale perché la civiltà ha tenuto tutti li incollati a seguire il caso Pisa, senza altre conseguenze».
È anche quello che ti ha spinto a proseguire il caso Pisa?
«Se avessi trovato una risposta diversa da parte dei tifosi me ne sarei sbattuto, invece ho visto una piazza che soffriva tanto ed era giusto seguire questo caso e portarlo alla ribalta nazionale».
Tutto però è nato da una telefonata con Gattuso...
«E’ vero ho iniziato a seguire la vicenda Pisa dopo una telefonata a Rino e l'ho sentito molto provato. Da lì mi sono interessato, perché ho capito che stava succedendo qualcosa di importante per il calcio italiano e non solo per Pisa e poi da lì si è scatenato il putiferio via web con la gente che mi chiedeva di far sapere anche fuori da Pisa cosa stava accadendo e tenerla sempre informata».
Poi l'incontro di San Rossore da lei organizzato. Quanto è stato utile secondo lei?
«L'incontro a San Rossore organizzato da me è stato fondamentale, perché due giorni dopo si è palesato Corrado e perché il presidente della Lega Andrea Abodi si è esposto davanti alla gente. Inoltre abbiamo capito che Pablo Dana non aveva i fondi necessari per poter acquistare il Pisa. Comunque siamo rimasti in buoni rapporti e di tanto in tanto mi scrive messaggi carini».
Dopo la fine della trattativa hai ricevuto qualche messaggio in particolare?
«Mi hanno scritto molti tifosi anche eccellenti di Pisa come Ubaldo Pantani, che era presente anche a San Rossore, Paolo Conticini, tra ieri e oggi mi ha inviato cinquanta messaggi e con lo Spezia ci sarà e Cristiano Militello che in questi mesi ha sofferto non tanto in silenzio».
Qual e la cosa che ti è piaciuta di più in questa vicenda?
«Quella di non aver avuto reazioni negative da parte delle altre tifoserie, occupandomi del caso Pisa. Mi viene in mente il Livorno o altre tifoserie avverse a quella pisana».
C'è stata davvero la regia romana anche nell'ultima nottata della trattativa a Milano?
«Assolutamente sì. I messaggi per intralciare la trattativa arrivavano da lì. Taverniti non aveva una delega per fare questa cosa, era spiazzato, non sapeva come comportarsi, forse perché temeva reazioni da parte di Fabio Petroni, però quello che io dico, la regia romana in pochi giorni, ci ha perso un milione e mezzo di euro nella trattativa. Una cosa pazzesca e incomprensibile. Personalmente me ne sarei stato tranquillo e sereno e avrei preso il milione e mezzo in più nella cessione del Pisa». (a.t.)
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