Il Tirreno

Pisa

il 2007-08 e oggi

Destini incrociati a distanza di nove anni

PISA. Il destino è beffardo e non di rado presenta le stesse situazioni, ribaltando i ruoli dei protagonisti. Anche nel 2007-08 il Pisa, neopromosso in serie B e guidato da Giampiero Ventura,...

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PISA. Il destino è beffardo e non di rado presenta le stesse situazioni, ribaltando i ruoli dei protagonisti. Anche nel 2007-08 il Pisa, neopromosso in serie B e guidato da Giampiero Ventura, affrontò lo Spezia alla penultima giornata del girone d'andata (e ovviamente anche di ritorno). Invertito non solo il campo (la prima sfida si disputò allo stadio Picco), ma anche le condizioni delle due società. Infatti allora era la formazione ligure in gravi difficoltà societarie e con la formazione ridotta ai minimi termini. Nove anni fa la ventesima giornata fu programmata a gennaio, ossia a mercato invernale già aperto. Due calciatori bianconeri avevano già lasciato lo Spezia (Rossi e Fietta alla Cremonese), senza essere stati rimpiazzati, altri erano sul piede di partenza, altri ancora acciaccati, costretti a stringere i denti per garantire 18 elementi al referto. Anche lo Spezia, condotto da Antonio Soda (che nella stagione precedente si era salvato ai playout ai danni del Verona di Ventura), come il Pisa di oggi non si era sfaldato davanti alle difficoltà, raccogliendo 19 punti, ridotti a 18 dal -1 di penalizzazione. Il Pisa di quella annata, pur con qualche assenza (Zoppetti, Genevier e il portiere Morello, rimasto in panchina), colpì (4-1) con un rigore di Castillo, una doppietta di Kutuzov e la chiusura del brasiliano Juliano, davanti a 9000 spettatori interamente bianconeri, perché dalla trasferta i pisani erano stati esclusi. Lo Spezia arrivò al giro di boa in zona playout. Con il sostegno della città (che tentò un azionariato popolare, acquistando il 70% delle quote dall'ex presidente Giuseppe Ruggieri) la squadra resistette fino alla penultima giornata, quando perdendo il derby dell'Arena retrocesse in C1, anticamera di un inevitabile fallimento.

Massimo Berutto

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