Italia
NERAZZURRI
di SUSY ALFANO Le storie delle squadre di calcio e quelle delle loro città si legano sempre indissolubilmente. Questo è quello che accade anche per Pisa e la sua squadra, da sempre “orgoglio, croce e...
di SUSY ALFANO
Le storie delle squadre di calcio e quelle delle loro città si legano sempre indissolubilmente. Questo è quello che accade anche per Pisa e la sua squadra, da sempre “orgoglio, croce e delizia per tutti i suoi tifosi”. Anche se, parlando del Pisa, quello che lo lega ai suoi sostenitori, più che semplice fede calcistica, è vero e proprio amore. E proprio questo sentimento così forte ha dato l'idea ad Andrea Chiavacci e Dario Focardi di mettere in scena “Pisa, una passione da Romanzo”, una cronistoria intrisa di profonda dedizione, della squadra della città toscana in questi suoi primi 107 anni di vita. A metà tra cronaca sportiva e performance teatrale, con numerosi richiami alla storia della città stessa nel corso del Novecento. Come il tram cittadino d'inizio secolo, o le tristi immagini del dopo-bombardamento della seconda guerra mondiale, quello portato l’altra sera sul palco del Cinema Teatro Nuovo è stato un regalo alla città, alla squadra e soprattutto, visto il momento difficile, ai suoi tifosi che non hanno smesso di sostenere la squadra nemmeno per un momento.
Già, perché l'atmosfera, giovedì scorso, non era delle migliori. Quello che sarebbe dovuto essere un giorno di gioia e festa, è stato contornato da un sentimento di estrema delusione per le questioni societarie. Tutto ciò, però, non ha scoraggiato Andrea e Dario, che, sul palco, sono riusciti a creare un'atmosfera degna di una grande tifoseria, per usare una metafora calcistica. Con immagini, filmati e audio, hanno riproposto i momenti salienti ed emozionanti della squadra nerazzurra. Dagli anni '20 di Joszef Ging, ritenuto uno tra i più grandi allenatori del Pisa, e della sconfitta contro la Pro Vercelli del 1921 costata uno scudetto, fino al sogno della conquista della massima serie. Rincorso per oltre quarant'anni e realizzato in quello che viene ricordato come il giorno più lungo del calcio pisano nel giugno del '68. Arrivando poi all'era Anconetani, al quale lo stadio della città è dedicato, fino alla promozione in serie B del 2016 e alle lacrime di gioia dei tifosi ancora fresche nella memoria.
L'emozione in sala è palpabile. Tra il pubblico c'è chi, alcuni di quei momenti, li ha vissuti in prima persona e chi, invece, se li è sempre sentiti raccontare quasi come fossero leggende. Con il loro spettacolo, Andrea e Dario hanno dato la possibilità di rivivere quegli attimi attraverso filmati e le voci dei protagonisti che hanno reso grande la storia del Pisa. È stata raccontata una favola e, come ogni favola che si rispetti, anche questa merita un lieto fine.
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