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Amarcord Simonetti: «Tempi duri? Ci siamo abituati...»

Amarcord Simonetti: «Tempi duri? Ci siamo abituati...»

PISA. Nella stagione 1994-95 il Pisa ripartiva dall’Eccellenza dopo la gloriosa epopea del Pisa Sporting Club e quella squadra viveva una situazione per certi versi simile a quella del Pisa di oggi,...

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PISA. Nella stagione 1994-95 il Pisa ripartiva dall’Eccellenza dopo la gloriosa epopea del Pisa Sporting Club e quella squadra viveva una situazione per certi versi simile a quella del Pisa di oggi, fatte le debite proporzioni con la categoria. Il morale era sotto i tacchi dopo la fine dell’era Anconetani. In quel settore giovanile cresceva Manuel Simonetti che arriva a giocare anche qualche amichevole di lusso all’Arena. Per Simonetti inizia un giro nei campionati minori ma nell’estate del 1994... «Non importa se il Pisa era in Eccellenza. Per provare le stesse emozioni che vivevo da ragazzo ho rinunciato a giocare nel Cascina dove il presidente mi offriva anche un lavoro nella sua azienda, oltre a i rimborsi e ai premi partita. Non era poco per un ragazzo di 23 anni, ma tornare a calcare il prato dell’Arena Garibaldi per me era più importante di tutto».

Quella stagione per certi versi ricorda quella attuale ma Simonetti distingue bene le due cose: «Similitudini ne trovo poche a cominciare dalla categoria. Ovviamente si lavorava male e lo stato d’animo era decisamente triste. Forse i calciatori di oggi sono giustamente tutelati perché professionisti. A quei tempi anche nei dilettanti circolavano più soldi, quindi non riscuotere lo stipendio era per noi un grande danno. Senza contare che ci allenavamo in un campo Arno impresentabile e spesso si facevano le docce ghiacce. Questo sì, per certi versi lo paragono a quanto vissuto dalla squadra attuale a San Piero a Grado in estate».

E pensare che quella stagione era iniziata con grandi propositi: «Eravamo tutti giocatori provenienti dal professionismo con esperienze anche recenti in serie C. La situazione però precipitò ben presto. Il fallimento in corso e lo stop forzato di due domeniche a gennaio fu traumatico: riscuotevamo gli stipendi dal tribunale. Quasi tutti i giorni eravamo li, anche quando sembrava che ci fosse qualche compratore all'orizzonte».

Tra i ricordi personali resta qualcosa di positivo: «Ho segnato 6 reti in campionato ma forse l'emozione più grande è stato l'esordio in Coppa Italia contro la Cuoiopelli dove era aperta solo la tribuna che era completamente esaurita. Vincemmo 4-2 e segnai con un tiro al volo nel finale».

Adesso Simonetti ha iniziato la sua carriera di allenatore: «Lo scorso anno sono subentrato in corsa a San Miniato in Promozione dove ero vice allenatore. Abbiamo centrato una bella salvezza ma non sono stato confermato. Ho ricevuto qualche telefonata da alcune società della zona ma non si è ancora concretizzato niente». Un allenatore che piace molto a Simonetti è Gennaro Gattuso: «Al di là dei meriti che ha avuto conquistando la promozione in B, lui è uno di quei tecnici che riesce ha trasmettere qualcosa in più ai suoi giocatori che fanno di tutto per lui. Adesso, da tifoso, gli chiedo di non mollare in attesa di una svolta societaria». (a.c.)

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