Toscana
Pisa, riprendono le trattative: gli avvocati cercano di limare le differenze
Gli avvocati di Corrado e Petroni cercano di limare le ultime differenze. L’attuale proprietà chiederebbe oltre 9 milioni di euro per cedere il club
PISA. I protagonisti non parlano, ma la trattativa è ripresa. E l’obiettivo è chiuderla con le firme prima di venerdì; addirittura ieri sera si parlava di un possibile e clamoroso accordo che potrebbe arrivare già oggi, ma non abbiamo conferme ufficiali. Malgrado le trattative sembrassero naufragate, qualcosa nella giornata di ieri si è mosso (parlano fra di loro gli avvocati), con il presidente della Lega B Andrea Abodi che si è attivato per far riprendere i colloqui tra i Petroni e i Corrado.
Ha spiegato ieri sera lo stesso Abodi che Petroni si è dimostrato disponibile a rivedere la sua richiesta. «Le speranze di arrivare ad una soluzione positiva ci sono, ma ora non si può più attendere: bisogna far presto e chiudere il prima possibile. Tutto si muove e niente è fermo».
Eppure domenica sera sembrava tutto finito: il gruppo Magico (famiglia Corrado, Viris immobiliare di Enzo Ricci e Unigasket Spa) era uscito ufficialmente di scena, spiegando attraverso un comunicato la distanza tra la loro offerta e le richieste del patron Fabio Petroni, il quale partecipava per la prima volta alle trattative attraverso un permesso speciale concesso dai giudici del tribunale di Roma.
L’ennesimo no di Petroni e l’irricevibile proposta di entrare in società al 50%, portava Giuseppe Corrado a fare un passo indietro. Ieri le voci di un riavvicinamento.
Venendo ai conti in ballo, le parti sono divise da poco più di un milione di euro complessivo. Petroni.che vorrebbe 9 milioni, ha rigettato l’offerta al rialzo dei Corrado, definita dallo stesso Abodi «molto importante». Rispetto alla prima offerta (5,5 +1,7 di bonus in cas di promozione in A entro due anni), i Corrado hanno rilanciato. Si parla di un’operazione complessiva di 8,1 milioni cash più i bonus promozione (potenzialmente si supererebbero in tutto i 10 milioni). Così il giornalista Ivan Zazzaroni la spiega: «8.1 milioni subito (meno i debiti, che per Corrado sono 6.5 e per Petroni inspiegabilmente 5.5, trascura il milione di Carrara Holding) più 3.5 di earn out: 2 al raggiungimento della A, 1.5 al secondo anno in A anche non direttamente collegato. In pratica: 1,6 milioni cash, debiti azzerati e la possibilità di ricevere altri 3,5 milioni in caso di promozione. Totale: 11,6 milioni la valutazione».
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Le parole di Abodi e del sindaco di Pisa Filippeschi rivolte a Petroni per farlo tornare sui suoi passi sono servite quanto meno a far riprendere i contatti tra le parti interessate nella giornata di ieri e probabilmente anche in quella di oggi. Nella mattinata di ieri sulla vicenda è intervenuto con un appello anche il prefetto Attilio Visconti che esprime il proprio apprezzamento «per la disponibilità del nuovo gruppo di insistere nella ricerca di una soluzione positiva per il passaggio di proprietà della società, nonostante l’attuale stop alla trattativa. Degno di nota è sia la volontà del nuovo acquirente di portare avanti il progetto di rilancio dell'A.C. Pisa 1909, come la città di Pisa, per la sua tradizione, merita, sia l’impegno condiviso con il presidente di Lega Abodi, che ha garantito il procedimento per la cessione».
Continua il prefetto: «Si tratta di ore decisive. L’auspicio, per la città e i suoi tifosi, è che la trattativa possa avere un esito favorevole, in modo da consentire alla squadra di ambire a traguardi ancora più ambiziosi. Sono infatti imminenti le scadenze degli importanti adempimenti contabili e societari, necessari a garantire la continuazione della stagione sportiva, che appaiono superabili con la soluzione positiva della trattativa». Abodi aveva parlato al Tirreno di tre scenari sempre aperti: il passo indietro di Petroni con la cessione della società, l'attuale proprietà che porta avanti in qualche modo la gestione sportiva, oppure i creditori che chiedono il fallimento del Pisa portando i libri contabili in tribunale.
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