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Pisa, Lorenzo Petroni: «Per mio padre i Corrado sono le migliori persone interessate ad entrare nel Pisa, ma...»

di Antonio Scuglia
Pisa, Lorenzo Petroni: «Per mio padre i Corrado sono le migliori persone interessate ad entrare nel Pisa, ma...»

Intanto, i tifosi convocano un'assemblea per decidere le azioni di protesta in occasione della partita contro il Bari

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PISA. Si spera che sia solo un momento di amarezza per la distranza fra l'offerta e la domanda, altrimenti il Pisa è di nuovo vicino al baratro. Il gruppo Magico, interessato a rilevare il club nerazzurro, ha annunciato ieri sera il suo ritiro dalla trattativa dopo un incontro, avvenuto sabato sera, durato otto ore, con il proprietario di Carrara Holding, Fabio Petroni, e il figlio Lorenzo,amministratore unico del Pisa, al termine del quale la compagine in corsa per rilevare il club (Magico, Viris spa e Unigasket) ne ha comunicato «con rammarico l'esito negativo». Con questo scenario il club torna a un passo dal baratro anche perché se lunedì non pagherà gli stipendi di settembre ai giocatori che hanno messo in mora la società a gennaio, potranno tutti svincolarsi gratis.

Alla riunione, spiega Magico con un comunicato a firma dell'imprenditore parmense Giuseppe Corrado, «ha partecipato in qualità di garante il presidente della Lega B Andrea Abodi e l'obiettivo era chiudere la trattativa per l'acquisizione della società in seguito all'accettazione, come migliore offerta, da parte dell’attuale proprietà della nostra proposta vincolante espressa il 23 novembre scorso». Le parti invece sono rimaste distanti e in città è già esplosa la rabbia dei tifosi che minacciano per venerdì sera, in occasione del match casalingo contro il Bari, clamorose azioni di protesta per convincere la famiglia Petroni a lasciare il club e passare la mano.

«La richiesta di valore - spiega la nota diffusa da Magico - pretesa dalla controparte, così lontana dalla nostra offerta vincolante, non è stata per noi accettabile, così come non è stata condivisibile, da parte nostra, anche l'ulteriore proposta di una partecipazione al 50% insieme alla famiglia Petroni. Ciononostante, dopo una lunga serie di approfondimenti e valutazioni, anche alla luce dell'empatia che si è venuta a creare con Pisa e la sua gente, abbiamo deciso di formulare un'offerta finale di gran lunga superiore alla nostra precedente proposta vincolante. Nonostante i nostri sforzi anche quest'ultima offerta è stata rifiutata».

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Meno drastica la situazione secondo la dichiarazione che ci ha rilasciato Lorenzo Petroni: «L'impressione di mio padre è che i Corrado siano le migliori persone interessate ad entrare nel Pisa che lui abbia conosciuto, sui numeri nonostante la buona volontà da entrambe le parti ed il lungo e cordiale incontro, conclusosi intorno alle 23, permane una certa distanza».

Ma è veramente finita? Non è detto. Più di una fonte parla di spiragli ancora aperti. E il giornalista Ivan Zazzaroni in serata, sulla pagina Facebook "Io sto con Ringhio Gattuso e il Pisa" posta: «Ragazzi, non è finita, non è finita. Stanno parlando gli avvocati. L'offerta dei Corrado è stata notevolmente aumentata: nel complesso supera i 10 milioni, debiti compresi. Se Petroni non è impazzito dovrà riaprire la trattativa e accettare».

Anche il sindaco Marco Filippeschi spera che il confronto si riapra: «Ho parlato con Giuseppe Corrado, anche dopo l'uscita del suo comunicato. La sua offerta, anche notevolmente accresciuta, come si sa, è in campo. L'amarezza per lo stop imposto alla trattativa dall'attuale proprietà non lo allontana dalla città. Né fa venire meno la volontà di portare avanti il progetto di rilancio dell'A.C. Pisa 1909. Questo impegno è anche condiviso con il presidente Abodi, che ha garantito il procedimento per la cessione, ritenendo questa necessaria. In queste ore decisive, mentre la preoccupazione è massima e cresce una mobilitazione spontanea nella città, faccio l'appello più sentito alla famiglia Petroni perché si chiuda con coerenza il percorso proposto dalla Lega e accettato accordando l'intesa».

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