Doppio centravanti contro il problema del gol
Il tandem Eusepi-Cani ha già dimostrato di funzionare. Ringhio frena: «Dall’inizio facciamo fatica»
PISA. Non è dal numero di attaccanti che si misura il potenziale offensivo di una squadra. Dopo essere partito con il 4-3-3, aver arretrato Montella a centrocampo con l’inserimento di Mannini e aver tentato il 4-2-3-1, Gattuso ha trovato la via del gol ritornando al 4-4-2, “osando” sostituire un attaccante esterno (Peralta) con un fluidificante collocato all’ala (Golubovic). «Se avessimo pareggiato - ha commentato Gennaro Gattuso - tutti avrebbero detto che avevo messo Golubovic per difendermi». In realtà era la soluzione più logica per rifornire di cross il doppio centravanti Eusepi-Cani. E’ il binomio offensivo italo-albanese il tratto caratteristico di un Pisa tornato finalmente a segnare. Cani ha offerto di testa ad Eusepi la palla dell’1-0. Anche a Modena, contro il Carpi, l’ex Benevento ha trovato il gol in area di rigore, in coabitazione con il compagno, che pure in quel caso era subentrato nella ripresa. Una coppia di successo. Il motivo è chiaro: in presenza di Cani, Eusepi è sollevato dal duro lavoro di sponda e può giovarsi degli spazi aperti dal collega.
Due numeri 9. Il doppio centravanti non è una soluzione nuova. Gattuso la adottò dal 1’ in un altro momento difficile, lo scorso inverno, dopo le sconfitte con il Teramo e ad Ancona. Nella gara con l’Arezzo fu Eusepi a rifinire per Cani, autore di due reti. Qualche settimana dopo, in Pisa-Savona, fu il primo a siglare una doppietta in presenza del secondo. Ancora Cani a segno nel match vinto a spese della Lupa Roma, anche in quella circostanza accanto ad Eusepi.
Controindicazioni. Una coppia perfetta? Gattuso non si fida: «Dall’inizio facciamo fatica quando li schieriamo insieme. Negli ultimi 35-40’ l’inerzia della partita è diversa». Effettivamente non sempre il doppio centravanti ha funzionato nella formazione titolare. Lo scorso anno il Pisa vinse a Pontedera con il Tuttocuoio e in casa contro la Carrarese solo dopo aver rinunciato, a gara in corso, a uno dei due terminali offensivi (Eusepi) in favore del più mobile Montella. Con due punte centrali i nerazzurri rimasero impantanati nello 0-0 a L’Aquila ed a Siena, virando nelle settimane successive verso il tridente, marchio di fabbrica dei playoff. Poca fortuna per il doppio centravanti dal fischio d’inizio nella sconfitta interna con il Vicenza.
Massimo Berutto
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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