Sicurezza
Gattuso: «La squadra è viva ma non mi basta ancora»
Il tecnico: «Purtroppo non ho grandi scelte, devo inventarmi dei ruoli» Vittoria con dedica per Lores Varela in Uruguay per dare l’addio al padre
PISA. Così come Umberto Eusepi, che dopo il gol ha mostrato la t-shirt di Lores Varela dedicandogli il gol dopo la dolorosa scomparsa del padre, anche la dedica di Gennaro Gattuso per questo successo va al talento uruguaiano e alla sua famiglia in questo momento difficile: «Vorrei dedicare la vittoria a Nacho Varela, che è in Uruguay perché è mancato suo papà. Con lui ho parlato qualche volta e, come tutti i genitori, era legato al figlio, e Nacho alle volte lo ha anche sofferto questa situazione quando lo bacchettava. Quando mi chiamava per dirmi che mi comportavo nel modo giusto con il figlio mi faceva piacere e quando lo tormento lo faccio solo per il suo bene perché gli manca ancor qualcosa per crescere. Ora ci sarà da lavorare sulla testa del ragazzo perché gli è mancato un punto di riferimento».
Gattuso è molto contento per questi tre punti: «È stata una vittoria ampiamente meritata, siamo stati fortunati sulla loro traversa, ma abbiamo fatto molto. Purtroppo non ho grande scelta e talvolta sono costretto a inventarmi dei ruoli ma l'importante è stato aver disputato una buona prestazione. Non basta ancora quello che stiamo facendo, ma la squadra è viva, ce la mette tutta: viviamo alla giornata, ma va bene così». Oltre ai suoi ragazzi Gattuso ringrazia coloro i quali hanno permesso di avere una Arena con questa capienza: «Ringrazio anche Ngm, che ha fatto un buon lavoro per riportarci qui nel nostro stadio con i tifosi. Avere 10.000 tifosi va bene per una città come Pisa, se poi la squadra dovesse andare meglio ne verrebbero anche di più». Quest'anno non si era mai vista l'esultanza sotto la curva, ma al fischio finale. Gattuso ha rispolverato la corsa sotto la Nord, appuntamento fisso nei dopogara dello scorso anno: «Il riconoscimento dei tifosi fa piacere. È bello vedere lo stadio pieno, e il pubblico felice per la vittoria. Allenare è bellissimo, la cosa più difficile è fare risultati. Quello che stiamo facendo mi emoziona: è duro preparare le partite. Una piazza così meriterebbe qualcosa di più. Io vivo per queste cose, io so tutte le sofferenze che stiamo vivendo, so cosa stiamo passando in questo momento, ma abbiamo il dovere di rappresentare al massimo tutte le componenti di questa città. Sono onorato per il coro della curva, ma spero di regalare alla piazza un'altra gioia come quella dell'anno scorso».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
