Il dolore
Pisa, ancora giallo totale Petroni non dà risposte
Corrado non vuole rinvii, oggi la sentenza del processo per bancarotta
PISA. La cessione del Pisa è un romanzo senza fine. Si è infatti consumata l'ennesima surreale giornata in cui la montagna ha partorito un topolino. Giornate ormai di ordinaria follia, si potrebbe dire, visto che ormai da inizio estate la parte sportiva della città è abituata a vivere in un clima assurdo. La giornata che doveva regalare a Pisa la migliore offerta per avviare la trattativa che portava alla cessione del club, si trasforma nel solito incubo per una tifoseria ormai sull’orlo di una crisi di nervi.
Alle 10 Lorenzo Petroni doveva dare una risposta al presidente della Lega B Andrea Abodi. Sul piatto c’erano due offerte ma in pratica gli occhi erano tutti su Magico della famiglia Corrado, assieme ai soci Viris Spa dell’immobiliarista Enzo Ricci e Uni Gasket Spa. In corsa c’era sempre la Ipm di Alberto Ruggeri che ha fatto sì un’offerta ma non avrebbe presentato tutta la documentazione richiesta dalla Lega B, anche se l’imprenditore bresciano fa sapere di aver integrato tutte le garanzie bancarie inviandole ad Abodi e a Petroni. Non ha sentito nessuno neppure la famiglia Corrado che aspettava notizie.
Si apre così già dalla prima mattinata un nuovo "giallo". Si parla di ostacoli arrivati all'ultimo istante e di alcuni "cattivi consiglieri" capaci di convincere Petroni all'ennesimo passo indietro. Si apprende che i commercialisti e i professionisti che hanno seguito l'attuale proprietà in questa fase delicata si sono dimessi. Si parla di un clima tempestoso con Lorenzo Petroni che sembra irreperibile, e allora entra in scena Abodi, l'unico in contatto con l'attuale amministratore del Pisa. Dopo una mattinata passata al telefono, Abodi intorno alle 14.30 vola da Milano a Roma per incontrare il giovane Petroni cercando di mettere le cose a posto e di fare un ragionamento logico, partendo dalla validità di quanto "Magico" mette in campo. L'obiettivo di Abodi è quello di convincere Petroni a mettersi davanti a un tavolo per imbastire una trattativa. L'offerta di Magico dovrebbe essere intorno ai 7 milioni di euro, debiti compresi, come scritto già ieri dal nostro giornale.
Il sito del Corriere dello Sport - Stadio ipotizza come sarà modulata: 5,350 milioni a copertura dei debiti al 30 giugno 2016, 150mila euro alla firma e 1 milione e mezzo in caso di promozione in serie A (sembra, nei prossimi tre anni). Non sono invece contemplati i crediti, ovvero la restituzione della fideiussione e i soldi che dovrebbero arrivare da Battini, tutti a favore dei Petroni. A Roma intanto Petroni non incontra Abodi di persona ma solo via mail e con messaggi telefonici.
La famiglia Corrado non ha voluto rilasciare dichiarazioni, anche se da ambienti vicini a "Magico" si trova conferma che l'offerta non è al ribasso, malgrado tutte le difficoltà in cui versa la società. Il comportamento della proprietà viene considerato irrispettoso e privo di alcun senso proprio per la mancanza di una risposta ufficiale. I Corrado erano quindi disposti a un confronto ma dall'altra parte avrebbero trovato un muro. L'offerta già da oggi potrebbe non esser più valida.
Naturalmente la speranza è che invece la trattativa privata riparta al più presto. Il viaggio di Abodi ieri a Roma era orientato proprio a questo.
Indipendentemente dalle cifre, però, sarebbe stato strano se l’attuale proprietà avesse dato una risposta conclusiva già ieri, visto che oggi per la famiglia Petroni è una giornata di importanza straordinaria, visto che è attesa la sentenza nei confronti del patron Fabio Petroni nel processo per bancarotta che ha visto il pm chiedere la condanna dell’imputato a otto anni e quattro mesi di reclusione. La priorità della famiglia Petroni quindi è questa. E solo dopo la sentenza potrà iniziare un confronto reale sull’offerta di Corrado. La città è in piena fibrillazione, sui social come riportano le agenzie di stampa sono apparse le prime voci di un possibile intervento dei tifosi per non far giocare Pisa-Trapani.
Si spera che oggi arrivi una schiarita, o quantomeno un messaggio “di speranza” per non rischiare che la stagione del Pisa finisca qui.
Antonio Scuglia
Andrea Chiavacci
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