Sicurezza
Beffata la Procura: niente penalità
Un errore nella procedura salva il Pisa nella vicenda della fideiussione bulgara
PISA. In mezzo a tanti problemi, il Pisa mette almeno a segno un gol, o meglio “guadagna” un punto, evitando la penalizzazione chiesta dalla Procura federale per la fideiussione bulgara da 800mila euro del 30 giugno scorso.
L’abilità dell’avvocato Grassani e un errore della stessa Procura hanno portato anche al proscioglimento di Fabio Petroni, Vicenzo Taverniti e Giancarlo Freggia davanti alla Sezione disciplinare del Tribunale federale nazionale.
Il procuratore federale infatti, dopo aver notificato agli interessati il 6 settembre la chiusura delle indagini, procedette al deferimento solo il 18 ottobre, mentre avrebbe avuto un mese di tempo per farlo. I termini quindi erano scaduti (come quando Equitalia dimentica di notificare entro un certo termine le cartelle esattoriali...) e il Pisa ha avuto buon gioco a far valere questo difetto procedurale senza che il Tfn entrasse nemmeno nel merito della vicenda.
Lo ha reso noto ieri mattina la stessa Figc con il comunicato numero 34/Tfn. Così ha commentato il club nerazzurro: «L'Ac Pisa 1909 prende atto con massima soddisfazione della decisione del Tribunale Federale Nazionale della Figc, dell’accoglimento delle difese presentate dalla società in merito al deferimento seguito alla “vicenda fideiussione”, con rigetto della richiesta della Procura Federale di erogazione della sanzione di 1 punto di penalità».
«All’udienza svoltasi alla presenza del dottor Fabio Petroni (che nell'occasione aveva avuto un permesso speciale da parte del tribunale, ndr) e dell'avvocato Vincenzo Taverniti lo scorso 18 novembre, presso la sezione disciplinare del Tribunale Federale Nazionale, la società è stata rappresentata in giudizio dallo Studio Grassani, al quale va un ringraziamento per la sempre preziosa opera professionale svolta».
A salvare il Pisa, come detto, è stato un errore procedurale della Procura, fatto valere dal club nerazzurro. Come spiega la sentenza, l’articolo 32 ter comma 4 del Codice di giustizia sportiva prevede che, contestualmente alla comunicazione di conclusione delle indagini, il Procuratore Federale concede un termine all’incolpato per presentare memorie o essere sentito; qualora ritenga, poi, di procedere al deferimento, procede all’esercizio dell’azione disciplinare entro trenta giorni dalla scadenza del termine concesso all’incolpato.
Nel caso che riguarda il Pisa, con la comunicazione di conclusione delle indagini - notificata agli interessati in data 6 settembre - il Procuratore Federale concedeva agli incolpati un termine pari a cinque giorni per presentare memorie o per richiedere audizione mentre la successiva azione disciplinare è stata esercitata con atto comunicato agli odierni deferiti in data 18 ottobre 2016: «L’azione è stata esercitata, pertanto, in palese violazione dei termini sopra indicati. La norma violata, che trova rispondenza nell’art. 44 comma 4 del Cgc Coni, fissa termini che per l’art. 38, comma 6 del Cgs Figc sono perentori e che, come tali, non possono essere prorogati (“tutti i termini previsti nel presente codice sono perentori”)».
Nell’occasione il Tribunale Federale Nazionale - Sezione Disciplinare - era costituito dal cons. Roberto Proietti presidente; dall’avv. Marcello Frattali Clementi, dal dott. Pierpaolo Grasso, dall’avv. Marco Santaroni, dall’avv. Sergio Quirino Valente Componenti; con l’assistenza del fott. Paolo Fabricatore rappresentante Aia; e del signor Claudio Cresta segretario e la collaborazione dei signori Salvatore Floriddia, Paola Anzellotti, Antonella Sansoni, Adele Nunnari e Nicola Terra.
Nei confronti di Fabio Petroni, (presidente del Cda e legale rappresentante pro tempore del Pisa all’epoca dei fatti), Giancarlo Freggia (all’epoca vice presidente del Cda) e Vincenzo Taverniti (all’epoca consigliere delegato) il Procuratore Federale aveva chiesto una squalifica di sei mesi ciascuno «per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza».
Il deferimento alla fine è stato dichiarato “irricevilbile” dal Tribunale Federale Nazionale. Sul Pisa continua invece a pendere un altro problema, ovvero il mancato pagamento dei contributi a ottobre, e per quello purtroppo un punto di penalizzazione dovrebbe effettivamente arrivare. (a.sc.)
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