Sicurezza
Lassù nessuno ci ama: Pisa, sta a te rialzarti
Squadra in crescita ma affossata da arbitro e sfortuna: con il Trapani cercherà il riscatto
PISA. Ogni sconfitta lascia l’amaro in bocca, ma alcune sono più amare di altre. E quella di Avellino è amarissima, sia per le conseguenze dirette per la classifica (e il morale), sia per il senso di ingiustizia che lascia alla fine. Da Avellino torniamo con il massimo rispetto per gli avversari (un pubblico caldo ed entusiasta, e un senso dell’accoglienza elevato nonostante la rivalità: basti pensare al bellissimo striscione degli ultrà per il tifoso nerazzurro Gianluca) ma anche con la netta percezione di un’ingiustizia che va al di là della fortuna. Gattuso ha ben interpretato l’errore stellare dell’arbitro Piccinini in occasione del rigore non dato ad Eusepi: non c’è malafede, ma neanche rispetto. E il discorso parte da lontano: il Pisa non ha società, non ha santi in Paradiso, non ha nessuno. E quindi, col passare del tempo, ogni episodio “dubbio” tende ad essere interpretato, secondo la natura umana, a sfavore. Mentre anche all’interno del Pisa, la perdurante crisi societaria provoca lacerazioni e rotture di rapporti (anche se quelle rese note sabato da Gattuso risalgono a oltre due mesi fa).
Diventa sempre più urgente, giorno per giorno e ora per ora, che qualcuno compri il Pisa e non dia più a chi ha davanti la sensazione di essere una preda legittima anziché un avversario o una controparte.
Il presidente della Lega B Abodi sta cercando di stringere i tempi. Non è assolutamente il momento di festeggiare lo scampato pericolo: i Corrado sono vicini (la loro proposta è pronta da formalizzare) ma l’accordo che alcuni sostenevano essere stato già raggiunto non c’è. E va trovato sia sulle cifre che sulle tempistiche del pagamento. Perché la firma sull’atto di cessione possono metterlo solo i Petroni.
[[atex:gelocal:il-tirreno:pisa:sport:1.14446405:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pisa/sport/2016/11/21/news/pisa-abodi-ecco-a-quanto-ammonta-il-debito-del-club-il-23-stop-alle-offerte-1.14446405]]
Intanto però la squadra deve muovere la classifica. Subito. Sabato con il Trapani (Arena ore 15, capienza prevista 9.990 posti ma non c’è nessuna ufficialità in proposito) c’è uno scontro salvezza importantissimo, i nerazzurri sono già in zona playout e perderanno uno o due punti per le penalizzazioni in arrivo. Intanto il Trapani gioca stasera il posticipo con la Spal (una volta tanto, forza Spal, con tutto il bene che si può volere alla squadra di Cosmi): Gattuso studierà bene i prossimi avversari.
Alla squadra intanto sono giunte molte più testimonianze di sostegno che critiche. Ad Avellino il Pisa ha messo in campo gambe e cuore, chi gli dà addosso in questo momento forse non capisce che se non si si sostiene la squadra quando soffre, poi è da ipocriti dire di amarla quando vince. I nerazzurri hanno fatto la partita, hanno purtroppo pagato a caro prezzo - a parte la sfortuna e il pessimo arbitraggio - lacune che non hanno niente a che fare né con l’impegno dei singoli né con lo spirito di gruppo. Sta al Pisa, e ai suoi tifosi, trovare la forza per tenersi a galla in attesa che una nuova società porti nuova linfa, nuove speranze e un minimo di spalle corte per ricevere più rispetto.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
