Il Tirreno

Pisa

La carica di Andreotti: squadra da ringraziare

La carica di Andreotti: squadra da ringraziare

L’ex capitano nerazzurro contro l’Avellino vinse una Coppa Italia di serie C «Gattuso è uno che ha sempre combattuto, non abbandonerà la lotta»

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Avellino è sinonimo di orgoglio nel vocabolario di Paolo Andreotti. L'ex centrocampista del Pisa, battendo in finale la formazione irpina (suo il primo dei tre gol nerazzurri nella gara di ritorno), alzò da capitano della sua squadra del cuore la Coppa Italia di serie C 1999-2000, mandando in delirio il pubblico dell'Arena Garibaldi.

Andreotti, a lei Avellino non porta male...

«In realtà ad Avellino perdemmo 1-0. Dalla vittoria della Coppa Italia è passato molto tempo. La situazione è totalmente cambiata e soprattutto è diversa la categoria. Adesso siamo in serie B. Per il Pisa non sarà una trasferta facilissima, ma dopo aver perso tre partite in casa può essere un bene giocare ancora in campo esterno».

Lei ha mai vissuto una situazione societaria come quella in cui adesso versa il Pisa?

«No, come nessuno nel calcio. Un caso unico nazionale ed universale. Sono intervenute le istituzioni, soprattutto Abodi, ma non si riesce a venire a capo di questa situazione. E' incredibile per me. Ai miei tempi Gerbi e Posarelli andavamo d'amore e d'accordo. Non c'era alcun problema fra società ed allenatore, e neppure con noi calciatori».

Si dice che la rosa del Pisa soffra anche il fatto di essere composta soprattutto da ex calciatori di Lega Pro. Lei, che ha scalato le categorie gradino dopo gradino, cosa pensa di queste presunte difficoltà?

«Lisuzzo e Mannini sono ex calciatori di serie A che si sono rimessi in gioco. Non sono giocatori di Lega Pro e fanno ancora la differenza in B. Secondo me la squadra soffre un ritardo di preparazione. I ragazzi hanno lottato fin dall'inizio, accettando di rimanere a Pisa anche senza garanzia di avere una nuova proprietà e di ricevere lo stipendio. Ora dobbiamo solo ringraziarli».

Lei in carriera, fra svariati ruoli, ha giocato anche in attacco. Qual è il suo parere sui problemi delle punte e dei rifinitori?

«All’attacco qualche appunto si può fare. Il Pisa ha iniziato il campionato con una bella difesa. Bastava trovare un gol per vincere le partite e la squadra veniva applaudita. Adesso si subisce qualche rete in più e non si riesce a recuperare. Non voglio accusare Cani, Varela o Eusepi, ma sicuramente siamo in difficoltà. Abbiamo pareggiato con il Verona una partita che sulla carta avremmo dovuto perdere e da quel momento non abbiamo più segnato. Adesso serve buon senso e tranquillità. Così il Pisa riprenderà la propria marcia».

Da allenatore cosa pensa delle dichiarazioni di Gattuso a proposito di possibili dimissioni?

«Secondo me non sono state rilasciate per caso: il mister ha visto un po’ scarichi i suoi ragazzi e ha cercato di farli reagire. Non credo che uno come Gattuso, con tutto quello che ha combattuto durante la sua carriera, possa pensare di abbandonare la lotta».

Massimo Berutto

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa