Sicurezza
Coppa del Mondo al Cus, in pedana anche Beatrice Vio
Scherma paralimpica: tre giorni di gare da venerdì 16 le nazioni impegnate, le speranze del ct Simone Vanni
PISA. «Lo scorso anno ci siamo divertiti molto qui a Pisa ottenendo anche grandi risultati. L’organizzazione è stata ottima e soprattutto gli orari sono stati rispettati ed i trasporti erano efficienti. I volontari svelti e sempre pronti a darci una mano. Una cosa che ci piace molto». Questo il pensiero di Beatrice Vio che è la protagonista più attesa della tappa finale di Coppa del Mondo di scherma paralimpica presentata ieri a Palazzo Gambacorti: «Speriamo di divertirci anche quest’anno e di non trovare la pioggia». Da venerdì 11 a domenica 13 si disputa agli impianti del Cus la gara che chiude l’anno olimpico così ricco di successi per Bebe e gli atleti italiani. Proprio a Rio la campionessa veneta ha conquistato l’oro nel fioretto individuale e il bronzo nella prova a squadre: «Non ho nessuna pressione ad arrivare alla gara da campionessa olimpica».
Beatrice parla di come la scherma può aiutarla a porsi degli obiettivi: «Facevo già scherma prima dell’incidente. La scherma ogni giorno ti obbliga a vivere alzando l’asticella. E’ importante per trovare stimoli anche per lo studio e il lavoro». Tutto il movimento è in crescita come sottolinea il vice presidente della Fis, Paolo Azzi: «Siamo una federazione integrata tra atleti olimpici e paralimpici. Abbiamo festeggiato insieme le sei medaglie olimpiche nel salone d’onore del Coni». Per quanto riguarda questa sfida di Coppa del Mondo, Azzi sottolinea il successo di questa edizione: «Siamo contenti di essere di nuovo a Pisa dopo l’entusiasmante esperienza dello scorso anno soprattutto dal punto di vista organizzativo. Saranno 16 le nazioni impegnate rispetto alle 30 dello scorso anno, ma va detto che lo scorso anno era in ballo la qualificazione olimpica. Sono numeri comunque significativi che esaltano le capacità logistiche della città. Per noi Pisa può diventare una tappa fissa per le gare di Coppa del Mondo. Tra i tanti regali che ci ha fatto Bebe c’è anche quello di una grandissima visibilità sia per quello che fa sulla pedana, ma soprattutto per il messaggio di vita che lancia. Per questo siamo contenti che saranno presenti tanti ragazzi delle scuole”».
Non solo Beatrice Vio, ma anche tanti altri ragazzi che hanno trovato nello sport la forza di reagire alle avversità della vita. In pedana ci sarà anche la medaglia d’oro ai recenti campionati mondiali under 17 Emanuele Lambertini: «Anche io ho un gran bel ricordo della tappa di Pisa. Niente a che vedere con la disorganizzazione che troviamo in Ungheria e in Polonia. E’ bello giocare in casa la prima gara dopo l’esperienza sensazionale delle Olimpiadi. Con Bebe c’è una grande amicizia. Siamo molto ottimisti per questa gara». Il ct del fioretto azzurro Simone Vanni parla dei contenuti tecnici della gara: «Bebe ha già vinto la coppa e gli altri sono lontani in classifica. E’ una gara che chiude il biennio paralimpico. Gli atleti hanno passato due anni intensi e tra poco prenderanno le meritate vacanze. Detto questo non andiamo mai per partecipare». Vanni si concede una battuta con i suoi atleti: «Noi eravamo più seri, mentre loro pensano a come uscire la sera. Scherzi a parte da ct ho molte più responsabilità di quando gareggiavo e devo fare in modo che loro arrivino al 100% al giorno della gara. Nel nostro sport ti giochi tutto in poche ore». Sono intervenuti anche il rettore dell’Università Paolo Mancarella; Daria Marchetti della PisaScherma; Sandra Capuzzi, presidente della Società della salute; il consigliere regionale Antonio Mazzeo e l’assessore alla scuola Marilù Chiofalo.
Andrea Chiavacci
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