Il Tirreno

Pisa

Pisa, all’Arena Garibaldi piove sul bagnato

di Antonio Scuglia
Pisa, all’Arena Garibaldi piove sul bagnato

Terza sconfitta per 1-0 nelle ultime quattro gare casalinghe, anche il Perugia (gol di Nicastro) porta via i tre punti

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PISA. Il Pisa combatte sino al termine, ma i miracoli succedono troppo di rado: continua la maledizione dell’Arena (zero gol e un solo punto nelle ultime quattro gare casalinghe) e ora la classifica comincia a farsi antipatica, visto che il +2 sulla zona playout è “sotto giudizio” a causa della fideiussione bulgara e soprattutto dei contributi non versati a ottobre dalla società inadempiente.

Il Perugia, ottima formazione, ha colpito nel primo tempo e poi ha portato in fondo il successo senza patemi d’animo: sul suo successo niente da eccepire, se non le proteste pisane per un rigore non dato (mani ravvicinato su un tiro di Varela) e un gol annullato nel finale.

Buon inizio del Pisa, che seppure schierando una formazione a sorpresa, nei primi minuti mette dentro l’area piccola un paio di palloni insidiosi oltre a tentare il tiro con Montella (11’, forte ma centrale: Rosati para facile) rischiando qualcosa solo su una bella iniziativa di Guberti al 9’: cross rasoterra da dentro l’area piccola, Ujkani si distende e blocca.

Grande rispetto fra le due tifoserie, applausi per quella perugina che espone uno striscione di sostegno al pisano Gianluca che lotta contro una grave malattia, poi iniziano i cori contro l’attuale società, la cui latitanza nel fare i lavori allo stadio (li sta eseguendo a proprie spese lo sponsor Ngm, ma parte dei soldi necessari ha dovuto invece metterli sul piatto per pagare gli stipendi dei tesserati...) ha portato ancora una volta al dimezzamento della capienza dell’Arena.

E’ il Perugia a passare, dopo 17 minuti: Di Chiara fa partire una palla tesa dalla sinistra, in mezzo all’area il velo di Di Carmine favorisce l’irruzione dell’ex nerazzurro Nicastro che insacca di sinistro. Dopo di che gli umbri si sono messi semplicemente a controllare la partita, chiudendo bene ogni spazio: senza Mannini, Di Tacchio e un centravanti di ruolo in campo, il Pisa accusava tutto il divario tecnico e di esperienza con gli avversari. Zero tiri in porta dall’11’ sino all’intervallo (fischiato, chissà perché, prima ancora del 45’): i numeri sono impietosi. Serve molto di più per tentare di sbloccarsi, ed ecco subito Cani al posto di Avogadri con Golubovic che arretra per ridisegnare la squadra: 4-3-3, Lazzari regista.

Al 6’ brividi per Ujkani: Gubarti a sinistra salta Golubovic, si accentra e spara un destro a giro dal limite, per fortuna la palla è leggermente alto sul secondo palo. Di Tacchio rileva Sanseverino al 7’: ora l’assetto è quello “standard” con Lazzari mezzala. Il Pisa ora preme con forza: al 9’ Cani dal fondo mette un pallone praticamente in orizzontale sulla linea, dove Di Chiara salva. La pressione nerazzurra è alta: poco dopo il Pisa chiede vanamente il rigore due volte, per un contatto in area su Varela e un successivo tocco di mano di Monaco su tiro di Verna. L’ultima mossa è Peralta al posto di Montella al 31’, mentre l’arbitro allontana Gattuso per proteste. Il Perugia ormai viene fuori di rado, però al 33’ potrebbe chiudere i conti: punizione di Di Chiara a sinistra, sullo spiovente Monaco tutto solo sul palo opposto manca il tocco vincente in scivolata. E in contropiede al 37’ Acampora impegna severamente Ujkani a terra (deviazione in angolo). Il Pisa ora è tutto in avanti e al 43’ si fa prendere d’infilata sulla sua sinistra: cross radente di Dezi, girata di Bonaiuto e parata di Ujkani.

Maxi mischia al 45’: colpo di testa di Del Fabro respinto sotto porta, segna Lisuzzo ma nel frattempo l’arbitro aveva fischiato un fallo di Longhi su Belmonte. E la sfida praticamente finisce qui.

Dopo la partita il clima si fa improvvisamente caldo nella mixed zone, dove un pesante alterco fra un giornalista pisano e un collega perugino provoca l’intervento dei carabinieri, con relative identificazioni.

Prossimo appuntamento per i nerazzurri la trasferta di Cesena, domenica prossima alle 12.30. Prima di allora si spera di avere notizie certe sulla cessione della società, perché a metà settimana gli interessati fra i quattro candidati “selezionati” da Abodi dovranno formalizzare le loro proposte d’acquisto. La Magico srl della famiglia Corrado - forse con Maurizio Mian, forse senza - appare in netto vantaggio sul fondo Sportativa di Pablo Dana e sulla Ipm di Alberto Ruggeri. Speriamo che uno di questi personaggi faccia la mossa decisiva e i Petroni non prendano altro tempo, perché quella del Pisa attuale non è una malattia: è un’agonia.

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