Il Tirreno

Pisa

Pesca, parla pisano il “Sampei” d’Italia

di Andrea Chiavacci
Pesca, parla pisano il “Sampei” d’Italia

Lorenzo Barontini è il campione nazionale di Surfcasting

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PISA. Il suo tricolore Pisa lo centra nella pesca sportiva grazie a Lorenzo Barontini che ha conquistato il titolo nazionale individuale nel Surfcasting.

Barontini, 38 anni, ha trionfato sulla spiaggia di Terracina, in provincia di Latina, nel weekend tra il 20 e il 22 ottobre. Una gara che vedeva impegnati ben duecento atleti rappresentanti di tutte le regioni italiane con i più forti ed esperti pescatori del nostro paese.

Per Barontini è la ciliegina sulla torta di un anno magico in cui ha conquistato in precedenza il campionato regionale, e dall’8 al 10 dicembre parteciperà alla selezione del club azzurro in Sardegna. «Si tratta di una selezione per entrare a far parte della nazionale con i primi 20 classificati al campionato italiano in vista dei mondiali 2017 che con tutta probabilità si terranno in Sudafrica - racconta con orgoglio Barontini - Per me è un grande anno non solo a livello agonistico ma soprattutto a livello personale perché proprio il prossimo dicembre diventerò babbo».

Barontini ci racconta della sua grande passione per la pesca, diventata dal 2010 un vero e proprio impegno agonistico da affrontare ogni fine settimana: «Un amore per la pesca e per il mare che condivido con mio padre e mio fratello fin da quando sono bambino. Una passione che è andata in parallelo con la nostra crescita».

Sei anni fa, quasi per scherzo, assieme ad alcuni amici ha creato una squadra a Pisa. «Nel 2014 poi sono stato inserito in una delle squadre più titolate a livello nazionale, ovvero il Blue marlyn casting Pisa. Oggi questa per me è quasi come una professione anche se non mi garantisce un guadagno. Ma lo è per disciplina e sacrificio, visto che anche nei fine settimana in cui non gareggio devo allenarmi per molte ore».

La preparazione è curata tutta nei minimi dettagli, dalla scelta delle lenze e delle esche agli aggiornamenti sulle condizioni meteo marine: «Non posso e non voglio lasciare niente al caso per fare una buona prova. C'è una preparazione molto meticolosa. I nostri mari non sono molto redditizi come il fiume, dove c'è l'acqua dolce, quindi la pesca è una pesca di attesa. Tecnica e molto difficile».

Barontini è titolare dell’agenzia Voce Viaggi assieme alla sua famiglia, ma è ovvio che il suo angolo di libertà resta la riva del mare: «Con le gare giriamo tutta l'Italia e fino a quando mi muovevo per puro divertimento sono stato anche in altri mari. Lì esiste lo scontro tra il pesce e la forza umana. Mar dei Caraibi, Cuba, Messico e poi negli oceani. In quei posti c'è una tipologia di pesca diversa. Nei nostri mari sai a quali pesci mirare, mentre nell'oceano resta sempre un mistero, un’incognita».

La solitudine e il contatto con la natura sono uno degli aspetti più affascinanti di questo sport: «Sei tu, la canna e il mare con cui ho un rapporto di odio e amore. Sei tu contro il mondo». Fino a quando il mare luccica di sagome è un amico ma la maggior parte delle volte è un nemico.

«Scatena condizioni avverse, o le reti o i momenti di stanca che portano a una pesca ripetitiva a strascico. Ci vuole tanta pazienza e capacità di restare concentrati fino all'ultimo istante, soprattutto nelle competizioni».

Le gare in Italia si svolgono con il sistema di catch and realease, ovvero cattura e rilascia: «Il pesce va rilasciato per non creare danno al mare. È una cosa molto bella, le gare non sono a fine di lucro. I regolamenti sono diventati molto rigidi. Il pesce deve essere rispettato come del resto deve esser rispettato l'ambiente in cui si pesca. La spiaggia deve restare sempre pulita. Se troviamo qualcosa lasciato da altri siamo noi a toglierlo».

Barontini ci spiega come funziona il Surfcasting: «È una specialità di pesca a fondo praticata dalla spiaggia usando il piombo. Ha delle regole ben precise che dobbiamo rispettare soprattutto nelle gare nazionali. I campionati federali impongono di pescare al massimo con una canna e una trave con tre ami».

La gara di Terracina è stata molto dura con quattro prove in tre giorni nelle quali Barontini ha ottenuto meno penalità di tutti: «Dal giovedì al sabato pomeriggio siamo stati divisi in 20 settori da 10 pescatori con quattro prove della durata di 4 ore. In pratica, conta la misura di tutto il pesce pescato, più la misura è grande minori sono le penalità. Ho battuto avversari molto forti che ritroverò anche al club azzurro. Ma sono fiducioso di far bene anche in quella competizione. Nel provinciale di Pisa siamo sessanta agonisti, la metà di questi li rappresenta il Blue marlyn».

Barontini elogia la squadra pisana: «Grazie a Paolo Paolicchi abbiamo costruito un grande team. Lui riesce a darci sicurezza nell'affrontare le gare come poche persone riescono a fare. È riduttivo chiamarlo coach perché è una figura eccezionale. Il bello di questa squadra è che ognuno aiuta l'altro anche se parliamo di uno sport individuale».

Assieme a Barontini si sono qualificati al club azzurro altri due atleti del Blue marlyn club: Roberto Matteucci e Alessandro Crescioli.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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