Il Tirreno

Pisa

Pisa, comincia la selezione delle proposte: 3-4 finiranno sul tavolo di Petroni

di Daniele Benvenuti
La curva Nord prima della partita con il Verona (foto Muzzi)
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La curva Nord prima della partita con il Verona (foto Muzzi)

Abodi: "Entro la metà di novembre ci sarà la cessione della società". Sono 8 le manifestazioni d'interesse

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PISA. «Entro metà del prossimo mese la cessione dell’Ac Pisa da parte della famiglia Petroni sarà ufficiale». Nelle parole del presidente di Lega B, Andrea Abodi, c’è la consapevolezza che il lavoro svolto ha dato i suoi frutti e che siamo alla stretta finale. Ieri anche l’ultima offerta (o per meglio dire “lettera di intenti”) dei potenziali compratori è arrivata sul tavolo del presidente: si tratta di quella di Sportativa, il fondo di Dubai rappresentato da Pablo Dana. Una presentazione sul filo di lana, frutto dell’incontro di domenica a Roma dove Dana aveva confermato la volontà di andare avanti.

Ora quindi i soggetti interessati all’acquisto del Pisa (Abodi ci ha detto che sono almeno sette, dunque sono otto) si sono resi disponibili a proseguire il percorso proposto dalla Lega, ma non tutti potranno accedere al passaggio successivo. Stiamo infatti parlando della famosa due diligence, ossia del momento in cui la proprietà del Pisa, attraverso la Lega di serie B che ha ricevuto il mandato a vendere, deve rivelare agli interessati all’acquisto una grande quantità di dati riservati, confidenziali.

A questa fase, decisiva per la compravendita, non accederanno però tutti coloro che hanno formulato la manifestazione di interesse, ma solo tre, massimo quattro soggetti. Il lavoro di Abodi è infatti quello di selezionare le offerta realmente valide non solo sotto l’aspetto economico, ma soprattutto per quanto riguarda la solidità ed il piano industriale. Solo a questi sarà dato accesso ai documenti contabili del Pisa di cui la Lega è già in possesso. Pochi giorni per analizzarli e poi la presentazione, o meno, dell’offerta finale.

Offerta che dovrà essere sottoposta a Lorenzo Petroni, l’unico che può accettarla o meno. E’ del tutto evidente che con questa opera capillare della Lega di serie B, la proprietà avrà la possibilità di scegliere un soggetto che dal loro punto di vista non nasconde sorprese. Al tempo stesso chi formulerà l’offerta finale avrà scandagliato i conti della società nerazzurra. Tutto questo dovrebbe portare alla tanto agognata conclusione della trattativa entro il 15 novembre.

Intanto Abodi sta valutando la possibilità di inviare a Pisa una persona in grado di traghettare la società in queste ultime settimane. Eventualità di cui aveva parlato anche Gennaro Gattuso dopo Pisa-Verona. Va però detto che, almeno a livello di organigramma, la società nerazzurra ha già tutte le figure in grado di gestire sia la parte tecnica che quella manageriale ed amministrativa. A tale proposito il presidente Abodi è molto chiaro: «Credo che le persone che oggi rivestono un ruolo nella società hanno la legittimità di operare. Ovviamente dando loro l’opportunità di lavorare in maniera dignitosa. E’ interesse di tutti che il nuovo acquirente si trovi di fronte una struttura operativa e non il deserto».

Di sicuro, auspicandoci la conclusione positiva della cessione, il caso Pisa passerà per certi versi allo storia essendo il primo in cui la Lega ha sperimentato il suo ruolo di controllore e garante. La conclusione di Abodi: «Effettivamente con il Pisa abbiamo sperimentato un nuovo ruolo che secondo noi deve avere la Lega in queste occasioni. Quello cioè di filtro in caso di nuovi acquirenti proprio per dare un segnale forte di come la serietà nel mondo del calcio debba essere la base. E comunque voglio ricordare che il Pisa è solo una delle 22 squadre che stiamo seguendo, ovviamente ognuna con questioni diverse».

E che Abodi sia il primo a sperare che almeno il caso Pisa si concluda al più presto, lo testimonia il suo tour de force di mercoledì per affrontare altri problemi: prima a Frosinone per una riunione con il prefetto per organizzare la partita del 24 dicembre contro il Benevento che i commercianti frusinati volevano spostare per favorire lo shopping natalizio, poi un incontro con i dirigenti della Spal per il progetto del nuovo stadio di Ferrara.

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