Toscana
Una difesa solida anche davanti ai big
La retroguardia nerazzurra (la migliore del campionato al pari dello Spezia) ha bloccato l’attacco più prolifico
PISA. Un Pisa cattivo, determinato e anche bello quello visto l’altra sera all’Arena contro la capolista Verona. I nerazzurri hanno imposto lo 0-0 alla corazzata di Pecchia non tanto per ragioni di cuore, ma di quantità, qualità e pragmatismo, andando anche più vicina al gol della vittoria rispetto agli avversari. Scaligeri più bravi nel palleggio, Fossati e Zuculini sono di un’altra categoria, ma incapaci di scavalcare i difensori nerazzurri puntando quasi costantemente sul gioco.
La difesa del Pisa è tornata a non subire reti dopo che per 5 partite di fila un gol era puntualmente arrivato. Ovviamente i problemi non sono certo dietro. Assieme a quella dello Spezia la difesa nerazzurra è la meno battuta del torneo dopo 11 giornate. Non è un caso che la miglior difesa abbia bloccato il miglior attacco. Il Verona ha segnato 25 reti e come terminale non ha un attaccante qualunque, ma Giampaolo Pazzini che non ha bisogno di presentazioni. Il capocannoniere del campionato, 11 reti finora, ha dimostrato anche l’altra sera di poter far male soprattutto spalle alla porta, ma Lisuzzo gli ha concesso poco o nulla. Per lui una traversa e due parate di un Ujkani sempre più leader del reparto assieme allo stesso Lisuzzo. Il “sindaco” è il punto fermo, mentre la sorpresa è rappresentata da Del Fabro. Il giocatore di proprietà del Cagliari ha sempre risposto in maniera positiva una volta chiamato in causa, sia nella difesa a 3 che in quella a 4 dove Gattuso ha maggiori garanzie.
Contro il Verona Del Fabro è stato preferito a Crescenzi che comunque ha sempre fatto bene, a parte il primo tempo a Latina. Sulle fasce è risultata vincente la mossa di alzare Golubovic a centrocampo per tenere baso a destra Avogadri, che non ha concesso nulla a un brutto cliente come Fares. A sinistra Longhi ha avuto qualche problema in più nel primo tempo con Siligardi, ma alla fine ha tenuto botta grazie alla sua esperienza. Rispetto alle gare interne contro Spal e Vicenza il merito di non aver subito reti va attribuito a tutta la squadra. Stavolta i nerazzurri non si sono allungati nel secondo tempo e non hanno concesso ripartenze dopo aver perso palla nei pressi dell’area avversaria. Nessun buco e tanta decisione nel chiudere le diagonali, con gli stessi attaccanti pronti a ripiegare in soccorso dei compagni.
Gattuso ha ridato ai suoi un’organizzazione di gioco da big, soprattutto nella fase di non possesso e recupero della palla. Squadra corta e ben collegata tra i reparti in un 4-4-2 di grande efficacia dove soprattutto nel primo tempo la pressione di Verna e Sanseverino da interni si faceva sentire costringendo i gialloblù a giocare più bassi. Nella ripresa l’infortunio di Mannini toglieva non solo qualità, ma anche un giocatore in grado di fare le due fasi a centrocampo. Lazzari davanti alla difesa ha fatto il possibile, ma con l’ingresso di Zuculini il Verona è passato al 4-4-2 mettendo in difficoltà il Pisa sulla sua sinistra dove soprattutto Sanseverino non era a proprio agio. Poco male perché quando il Verona arrivava in zona tiro trovava sempre un muro invalicabile.
Non male per il Pisa far restare a bocca asciutta una squadra che solo nella sconfitta per 2-0 a Benevento non era riuscita a mettere la palla in fondo al sacco e in questo avvio ha mandato a segno 10 giocatori diversi, dimostrando di non essere Pazzini dipendente. Anche lo scorso anno i successi del Pisa sono arrivati grazie all’organizzazione difensiva, soprattutto nel girone di ritorno. Nelle ultime 19 partite, playoff compresi, sono state subite appena 11 reti. Per ritrovare una difesa più forte di questa bisogna tornare alla stagione 2006-2007, ma in Lega Pro, quando dopo 11 partite la squadra di Piero Braglia aveva subìto appena 3 reti.
Andrea Chiavacci
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