Gioco
Devitalia: collaboriamo, però il club si faccia vivo
Cellulari staccati dal gestore telefonico, non è la prima bolletta insoluta Si allunga l’elenco dei creditori mentre i dipendenti aspettano lo stipendio
PISA. Mentre si cerca un compratore per evitare il baratro, a Pisa continuano le preoccupazioni legate alla gestione quotidiana della società dopo la vicenda dei telefonini staccati (che si spera vengano sbloccati al più presto).
Si legge sul sito di Devitalia: «Situazione di disagio all'AC Pisa 1909 dove i cellulari aziendali del club sono stati staccati dal gestore telefonico per il mancato pagamento di due bimestri di arretrati. Gli unici strumenti per comunicare con l'esterno, ad ora, rimangono la rete wifi e la telefonia fissa, garantiti entrambi da Devitalia, la quale ci tiene a far sapere che manterrà il servizio senza soluzione di continuità.
“Non abbiamo alcun interesse a creare un disservizio alla società – ha dichiarato Fabio Calabrese, amministratore delegato di Devitalia al Neroazzurro di Massimo Marini– perché noi siamo sempre dalla parte del Pisa, qualunque sia la proprietà. Allo stesso tempo ci teniamo però a precisare che non abbiamo alcun contratto di sponsorizzazione con l'AC Pisa 1909 e che quindi la società risulta essere solo un cliente cui fatturiamo senza le compensazioni che verrebbero garantite da un rapporto di scambio. Ci piacerebbe quindi che la proprietà si facesse viva per pensare a definire un rapporto secondo un interesse che sicuramente è reciproco».
La rivelazione che il club ha volontariamente omesso il pagamento perché i telefonini aziendali sarebbero troppi ha causato ulteriori polemiche, perché si è saputo che i dipendenti non avevano ricevuto nessun avviso e che non si tratta della prima inadempienza. E a parte la drammatica situazione dei contributi che costerà un altro punto in classifica oltre a quello che “balla” per la fideiussione bulgara, il Pisa, contrariamente alle rassicurazioni della settimana scorsa, risulta in ritardo negli stipendi ai dipendenti non tesserati (Abodi ha detto che però oggi verranno pagati), nei rimborsi ai collaboratori del settore giovanile (dallo scorso mese di marzo) dove ci sono posizioni da regolarizzare, al pagamento di vari fornitori, della Casa di cura di San Rossore, del ristorante da Manuel dove pranzano i giocatori che per ora concede credito, mentre l’Ac Hotel sin dall’inizio del campionato non ospita più i giocatori perché il conto non è stato saldato. I 65mila euro in arrivo dal Comune tapperanno qualche falla, ma la nave purtroppo continua a imbarcare troppa acqua.
Antonio Scuglia
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
