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Pisa: Gattuso, Madonna e i retrocescena della fidejussione bulgara

Andrea Chiavacci
Pisa: Gattuso, Madonna e i retrocescena della fidejussione bulgara

Freggia: "Ecco perché mi arrabbio quando qualcuno dice che la proprietà ha sempre rispettato i propri impegni e che grazie a loro siamo in serie B"

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PISA. Stipendi sì, contributi no. I Petroni hanno saldato le mensilità di luglio e agosto, ma i contributi non sono stati pagati. Si attendeva la mezzanotte di lunedì per capire se la corsa contro il tempo per trovare i 467.000 euro mancanti fosse andata a buon fine. Niente da fare. Scatterà così nel giro di tre mesi, dopo i controlli di rito, un punto di penalizzazione in classifica. Della giornata di martedì 18 anche la notizia, non certo inattesa, del deferimento alla società per responsabilità diretta nel caso della fidejussione bulgara (perché presentata in ritardo). Deferiti anche Fabio Petroni, Giancarlo Freggia e Vincenzo Taverniti che attualmente, per un motivo o per un altro, non fanno più parte del cda del club.

Dubbio penalizzazione. Resta da capire se questo deferimento porterà ad un altro punto di penalizzazione. Il presidente della Lega B, Andrea Abodi, mercoledì scorso a San Rossore aveva fatto riferimento solo alla fidejussione del Monte dei Paschi come garanzia del Pisa per l’iscrizione al campionato. Da parte della Figc, su segnalazione della Covisoc, si tratta quindi di un atto dovuto. Parlando in maniera ottimista la società potrebbe cavarsela con un’ammenda. Nel comunicato della Federcalcio la motivazione del deferimento agli allora presidente (Petroni), vicepresidente (Freggia) e consigliere del club (Taverniti) è questa: «Ai fini del rilascio della Licenza Nazionale per l’ammissione al campionato professionistico di serie B 2016/2017, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver depositato, entro il 30 giugno 2016, la garanzia a prima richiesta dell’importo di euro 800.000 e comunque per non aver documentato alla Lega Nazionale Professionisti Serie B, entro lo stesso termine, l’avvenuto deposito della garanzia a prima richiesta dell’importo di euro 800.000 sopra indicata. Ciascuno con riferimento ai rispettivi poteri e funzioni».

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Le reazioni. «In merito al mio deferimento potrei semplicemente dire becco e bastonato». Così Giancarlo Freggia, con un post su Facebook, commenta il suo deferimento «che - scrive - avviene non per colpa diretta, ma d’ufficio in quanto allora membro del cda, mi lascia un po’ di amaro in bocca in quanto, nonostante non fosse di mia competenza e nonostante avessi comunque fatto tutto il possibile per ottenere quelle fidejussioni ne sono diventato mio malgrado vittima». Freggia racconta: «La fidejussione assicurativa bulgara fu depositata, allora, in quanto non c’erano le coperture finanziarie per farne una bancaria. Appena percepimmo, però, da voci di diverse, anche se contrastanti e schizofreniche, che la suddetta fidejussione avrebbe potuto essere ritenuta “sospetta” dall’organismo di controllo, onde evitare il rischio di non poter partecipare al campionato di serie B, fu indetta una riunione di urgenza tra la direzione tecnica e sportiva e stabilimmo che, nonostante a nostro parere la fidejussione bulgara fosse regolare in quanto fatta da seri broker pisani, non potevamo permetterci il rischio di non essere iscritti al campionato di serie B». Stabilito questo «e dopo aver constatato - aggiunge - che la proprietà continuava ad avere grandi difficoltà a reperire soldi e quindi non era il grado di fare una fidejussione bancaria (non mise di fatto nemmeno 1 euro), fu deciso di fare la suddetta fidejussione coinvolgendo terzi soggetti (modus operandi in seguito spesso usato). Iniziammo così una corsa contro il tempo».

La “cordata”. Freggia rivela una serie di retroscena sulla corsa per recuperare le risorse economiche necessarie: «Il mister in prima persona chiamò Madonna e Mian mentre Lucchesi chiamò Ngm e Rosati, tutti quanti, come sempre, si resero immediatamente disponibili e così con i loro contributi raggiungemmo la cifra di 250.000 euro. Ma per completare l’operazione mancavano ancora 250.000 euro e decisi a quel punto di garantirli direttamente io (per correttezza devo dire che il Pisa in seguito me li ha restituiti). Con quei 500.000 euro riuscimmo così ad ottenere una nuova fidejussione bancaria di 800.000 euro (il Monte dei Paschi contribuì accettando 500.000 euro in contanti anziché 800.000) che depositammo forse con un giorno di ritardo. Ecco perché mi arrabbio quando qualcuno dice che la proprietà ha sempre rispettato i propri impegni e che grazie a loro siamo in serie B; ed ecco perché rimango con l’amaro in bocca per questa decisione; decisione che a questo punto - conclude Freggia - spero non comporti nessun punto di penalizzazione alla squadra, ma solo una squalifica dell’intero consiglio di amministrazione».

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