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Pisa, ecco chi sono i probabili soci di Corrado

Antonio Scuglia
Pisa, ecco chi sono i probabili soci di Corrado

Sul fronte stipendi ultime ore disponibili per evitare la penalizzazione: Taverniti in Inghilterra per cercare risorse

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PISA. Chi critica la squadra o Gattuso per il doppio ko contro Spal e Vicenza ha scarsa memoria. A fine luglio la squadra era incompleta e aveva un mese per essere completata: da allora sono andati via due titolari (Scognamiglio e Merkel) e un rimpiazzo di lusso (Colombatto) ed è arrivato solo Lazzari,peraltro a corto di preparazione. Inoltre, la squadra ha perso un mese intero, teleguidata sì da Gattuso ma di fatto abbandonata a se stessa come risulta dal carteggio Aic-Lega. Infine, l’adrenalina e lo spirito di gruppo che l’hanno portata a fare risultati straordinari nelle prime gare non potevano durare per sempre. Altrimenti nessuna società sarebbe così stupida da spendere soldi per fare la preparazione estiva e pagare stipendi,premi, alberghi e affitti. Il Pisa deve semplicemente riassestarsi e riprendere con professionalità il proprio cammino verso l’obiettivo stagionale, che nel mondo di Peter Pan può essere la serie A, ma in quello reale è la salvezza. Va quindi sostenuto con forza e affetto, molto più ora di quando le cose in campo andavano a meraviglia. Purtroppo è da fuori che vengono i problemi, le preoccupazioni e le angosce.

CASO STIPENDI

La situazione, aggiornata a stanotte, è la seguente. La società ha già pagato gli stipendi di luglio e metà di quelli di agosto. Stamani saranno pagati anche gli altri (cioè quello che manda del mese di agosto) e i rimborsi spese. Dopodiché la proprietà sta cercando di risolvere anche il tema di ritenute e contributi (altri 450mila euro). Il Pisa ha tempo sino ad oggi; se non ci riesce, nei prossimi mesi i subirà una penalizzazione di uno o due punti in classifica (1 eventualmente per gli stipendi, 1 per i contributi), in attesa della decisione sulla fideiussione bulgara dell’estate scorsa. Il Pisa riuscirà o no ad onorare questi impegni immediati? Nei giorni scorsi l’avvocato Taverniti sarebbe andato in Inghilterra per cercare di reperire le risorse necessarie. La società si è mossa in diverse direzioni per lo stesso scopo e speriamo che ci riesca. Gli stipendi vanno versati entro la chiusura degli uffici, per i contributi invece l’informatizzazione degli F24 (sono moduli di pagamento tributi, non aerei da caccia) e simili consente qualche ora in più. Speriamo in bene, perché Lorenzo Petroni ha fornito ampie rassicurazioni pubbliche in merito, non più tardi di mercoledì scorso, al presidente di Lega Andrea Abodi che a San Rossore si trovava accanto a lui. È interesse di tutti, oggi, dare fiducia alla famiglia Petroni, perché i danni eventuali li pagheremmo anche noi. Il futuro non potrà essere però la famiglia Petroni: in quel caso il baratro sarebbe inevitabile.

I COMPAGNI DI AVVENTURA DI CORRADO

A breve però potremmo avere la svolta tanto attesa. Che, ormai è noto, è rappresentata dalla famiglia di Giuseppe Corrado, amministratore delegato e presidente di The Space, colosso nel mondo delle sale cinematografiche venduto da Mediaset e Benetton agli inglesi di Vue cinemas nel 2014. L’anno scorso Giuseppe e Giovanni Corrado volevano comprare il Parma affiancati da Viris Spa, un’immobiliare milanese riconducibile a Enzo Ricci, ex patron di Tre Marie azienda in cui ha lavorato a lungo Corrado, e la Unigasket Spa, azienda bergamasca che produce tubi industriali. Potrebbero essere loro i probabili soci in questa avventura. La due diligence sarebbe iniziata da diversi giorni, i report che arrivano su questa cordata sono confortanti in termini di credibilità e serietà. Ma fino ad allora, cioè all’auspicata cessione delle quote, cosa succederà, visto che la situazione si incancrenisce ogni giorno che passa? Secondo Ivan Zazzaroni «servirebbe un "commissario" esterno per garantire la gestione ordinaria di squadra e società, nell'attesa che Petroni venda».

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Intanto oggi serve che la famiglia Petroni paghi stipendi e contributi, di calciatori e addetti vari. E’ un dovere legale, non una scelta da meditare. Abodi da parte sua vigila e lavora: «Io mi sto occupando di raccogliere le manifestazioni di interesse, valutare la qualità dei soggetti interessati e la loro consistenza patrimoniale, di fare la verifica dei conti e di presentare entro massimo due settimane le ipotesi di acquisto che, sono certo, non mancheranno».

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