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Zazzaroni: "Lorenzo Petroni si è messo in una cosa più grande di lui"

Andrea Chiavacci
Zazzaroni: "Lorenzo Petroni si è messo in una cosa più grande di lui"

Il giornalista sportivo spiega i motivi dell’incontro convocato questo pomeriggio al centro “Le Giraffe”

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PISA. Il tanto atteso giorno della verità, così sperano i tifosi, è arrivato. Alle 15,30 al centro “Le Giraffe” di San Rossore si siedono per la prima volta davanti allo stesso tavolo tutti i protagonisti di questa vicenda estenuante che ormai ci accompagna da inizio estate, da quando il Pisa dopo 7 anni è tornato in serie B. Conduttore, arbitro e promotore dell'incontro il popolare giornalista Ivan Zazzaroni.

Zazzaroni, cosa si aspetta di vedere questo pomeriggio?

«Mi aspetto che tutti quanti si guardino in faccia e una volta per tutte venga fatta chiarezza. E sono contento che ci sarà anche Maurizio Mian. Tutti devono giocare a carte scoperte, io posso fare solamente il pacificatore. Ovviamente le parole non contano, servono i fatti. I pisani vogliono sapere se avranno un futuro immediato».

Non sarà quindi solo un fatto mediatico?

«Saranno presenti il sindaco e Abodi, se qualcuno vuole avanzare idee e proposte per trovare una via di uscita può essere il momento giusto».

Perché ha deciso di organizzare questo incontro?

«Via twitter molti tifosi pisani mi hanno scritto fin dall’estate. Mi sono informato e ho seguito il caso leggendo e documentandomi. Ho sentito tutti i protagonisti, poi alla fine ho deciso di lanciare l’idea. Ho cercato di dare una scossa e sottolineo che non lo faccio certo per cercare pubblicità o altri interessi».

Come mai i media nazionali stanno seguendo solo ora il caso Pisa?

«E’ un caso con precedenti. Penso che ormai ci siamo abituati al fatto che situazioni come questa sono la normalità, soprattutto dopo quello che è accaduto a Parma, ma non deve essere così».

Il presidente della Lega B, Abodi, ha un ruolo importante in questa vicenda: pensa che abbia fatto sempre la cosa giusta?

«Abodi ha riconosciuto l’errore di aver sostenuto il fondo di Pablo Dana, negli ultimi tempi comunque è sempre stato molto attivo».

Non c’è il rischio che si faccia «troppo cinema» come ha detto pochi giorni fa Gattuso?

«Il cinema fa parte del sistema, prendiamo il caso Bari quando Paparesta portò il presidente malese. Anche qui, come nel caso di Dana, sembrava tutto fatto e invece saltò».

Ci sono anche precedenti positivi?

«Certo, come quello di Cagliari. Anche in quel caso organizzai un incontro per far chiarezza su come stava andando avanti la gestione Cellino. Ora il Cagliari ha una proprietà molto solida».

Tornando al Pisa, cosa ne pensa della probabile messa in mora?

«I giocatori hanno fatto bene a tutelarsi con un’azione preventiva in attesa che tutto si risolva entro il 16 ottobre».

Che idea si è fatto di Lorenzo Petroni?

«Oggi lo incontrerò. E’ un ragazzo di 19 anni e ormai sta dentro una cosa molto più grande di lui».

Condivide la posizione dei tifosi che non sono entrati domenica scorsa?

«Sì, mi piace questa sorta di ideale che unisce la tifoseria. Il popolo pisano ha sempre manifestato in maniera civile contro la società. I tifosi hanno un grande strumento: quello dell’assenza».

Negli ultimi giorni si è sentito con Gattuso?

«Rino quello che doveva dire lo ha detto. Ora è sufficientemente concentrato sul campo».

 

 

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