La protesta
Senza riferimenti e senza campo l’odissea degli under
Porte chiuse al San Cataldo, martedì pomeriggio i ragazzi si sono allenati nel vicino parco pubblico
PISA. Il settore giovanile del Pisa è allo sbando. Nonostante l’impegno personale e non retribuito di alcuni tesserati volenterosi, i nodi pian piano stanno venendo al pettine. L’assenza di un piano societario circa il futuro delle giovanili nerazzurre, alla lunga, ha incrinato l’ambiente ed i genitori dopo diversi disservizi e promesse non mantenute hanno deciso di protestare pubblicamente. Nessuno di loro, con l’aria che tira, vuole parlare.
Lontano dai taccuini però qualcuno si apre e spiega l’incredibile vicenda che ha colpito gli U16 di Mauro Mariotti e gli U15 di Gabriele Giannini. «Da cinque settimane - racconta un genitore che preferisce restare anonimo - le due categorie si stavano allenando al San Cataldo, struttura di proprietà del Comune di Pisa gestita dal Porta a Piagge militante in Terza categoria. Venerdì scorso, dopo l’ultimo allenamento settimanale, ci fu detto che probabilmente il Pisa avrebbe dovuto trovare un’altra sistemazione».
Passa il fine settimana di gare (con le due sconfitte nello scontro incrociato con il Trapani) e martedì pomeriggio, al momento di ritrovarsi al campo, le due formazioni nerazzurre non hanno potuto allenarsi perché la struttura era chiusa. «Dopo un po’ di attesa - continua il genitore - alcuni membri della società sono venuti a parlare con noi e ci hanno comunicato che l’accordo con il Pisa era saltato e che non avrebbero dato in concessione l’uso dei campi da gioco per gli allenamenti».
Per più di un mese, senza un accordo firmato e per puro spirito di appartenenza, il Porta a Piagge aveva ospitato volentieri le due squadre nerazzurre. La società rossoblù aveva deciso così, soprattutto per cercare di rendere meno gravoso l’impegno dei ragazzi e dei genitori, costretti a raggiungere Pisa dalle più disparate parti della regione con i propri mezzi. «Non solo - chiude il genitore - il Porta a Piagge ha messo a disposizione anche il materiale tecnico necessario, gli spogliatoi e tutta la struttura. Di certo non ce la prendiamo con la società rossoblù, anzi, la capiamo bene e siamo solidali con essa». Non avendo mai potuto parlare con emissari certi del Pisa 1909, al Porta a Piagge si era stretto un accordo di massima, sulla parola, con alcuni rappresentanti pro tempore della società. «Avevamo accolto volentieri - racconta Riccardo Lazzeri, presidente del Porta a Piagge - le due squadre del settore giovanile nerazzurro. Non per un ritorno economico, ma per aiutare la società più importante della città in un momento di difficoltà. Domenica scorsa, invece di venire a giocare qua al San Cataldo, il Pisa ha deciso di mandare gli U15 e gli U16 a Pontedera, sul terreno della Stella Azzurra». L’accordo di massima stretto con il Pisa prevedeva invece che le due squadre giocassero le partite casalinghe sul campo del Porta a Piagge e, incassata la notizia, la società rossoblù ha pensato che il rapporto con il Pisa fosse chiuso.
«Visto il programma di gare - continua Lazzeri - avevamo creduto che il Pisa avesse preso la decisione di spostarsi su Pontedera. Invece martedì pomeriggio le squadre sono tornate al campo per gli allenamenti cogliendoci impreparati». Durante il colloquio con allenatori e genitori, il Porta a Piagge ha provato a spiegare la situazione in cui si era cacciato. «A loro - prosegue Lazzeri - abbiamo chiesto se il Porta a Piagge fosse mancato in qualcosa e se la decisione del Pisa di giocare a Pontedera dipendesse da qualche motivo particolare. Ci siamo sentiti presi in giro - chiude Lazzeri - e il Pisa, con la sua decisione, ha dimostrato che non eravamo all’altezza di accogliere le partite di campionato delle giovanili nerazzurre».
Martedì pomeriggio, alla fine, gli U15 e gli U16 nerazzurri si sono potuti allenare in un’area parcheggio vicina al San Cataldo e, grazie al Porta a Piagge, i ragazzi hanno potuto farsi la doccia. La situazione delle giovanili nerazzurre comunque resta difficile. Intanto i ragazzi hanno trovato un’altra sistemazione per allenarsi, ovvero il campo Arno di proprietà del Pisa Sporting Club.
Carlo Palotti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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