Gioco
Gattuso ancora molto preoccupato per la situazione societaria
PISA. Una gara importante da giocare a Modena ma anche qualche novità sul fronte societario. Gennaro Gattuso alla vigilia di Carpi-Pisa è soddisfatto per l’intesa raggiunta sullo stadio e per il...
PISA. Una gara importante da giocare a Modena ma anche qualche novità sul fronte societario. Gennaro Gattuso alla vigilia di Carpi-Pisa è soddisfatto per l’intesa raggiunta sullo stadio e per il tesseramento di Lazzari ma i problemi restano: «Qualcosa è stato fatto, non tutto ma qualcosa si è smosso. Intanto anche qualche pagamento vecchio è stato saldato».
Che impressioni ha avuto dall’incontro con Lorenzo Petroni?
«Lorenzo è pur sempre un ragazzo di 19 anni. Non ha grandissima esperienza».
Le sue proposte le conosciamo; e quelle di Petroni?
«Tra le cose che propone però non tutte sono fattibili come ad esempio quello di spalmare i contratti. Nei confronti dei giocatori e dei dipendenti non c’è grandissima credibilità. Non so chi lo asseconda e gli dice determinate cose. Certe proposte vanno fatte quando c’è credibilità».
Resta preoccupato per la situazione?
«Sinceramente sì, ci sono scadenze importanti il 15 ottobre e ci sono vecchie pendenze ancora in ballo».
Stasera intanto si gioca. Metterà subito in campo Lazzari contro il Carpi?
«In questo mese si è allenato bene, con grande voglia e grande ritmo. Ci può dare anche maggiori soluzioni potendo fare più ruoli, compreso il fantasista. Noi dobbiamo solo ringraziare Lazzari perché ha fatto un grande gesto firmando al minimo contrattuale. Chapeau per lui».
Come avete lavorato?
«E’ stata una settimana difficile perché era la prima in cui lavoravamo senza soste. Non dobbiamo strafare. I carichi di lavoro di lavoro vanno aumentati gradualmente».
Come affronterà il Carpi?
«E’ una partita difficile. Hanno un giocatore davanti (Lasagna nda) che fa la differenza e ogni palla la fa diventare importante. Squadra di grande fisicità che rischia poco e da pochissimo campo».
Com'è l'umore del gruppo?
«Io non vedo facce rilassate. C'è nervosismo. I ragazzi hanno speso tanto e ogni comunicato lo vivono male. Si sono rotti le scatole e tutto questo io lo percepisco. Stanno facendo qualcosa di straordinario ma fino a quando si può andare avanti. Di professione fanno i calciatori se poi a gennaio qualcuno ha una possibilità è normale che la prenda in considerazione».
Potrebbe essere utile l'incontro con Zazzaroni?
«Abbiamo fatto 99, facciamo 100. Ringrazio Ivan, forse è la volta buona. Anche sui giornali leggo che ci sono persone interessate alla società. In questo momento tutto fa brodo, speriamo».
Si è fatto una domanda sul perché le cose non vanno?
«Non riesco a capire se a Pisa è caduta una maledizione. Penso che ci sono tutti presupposti per fare calcio. Una città passionale dove si vive bene, una storia importante alle spalle ma purtroppo negli ultimi anni in un modo o nell'altro c'è sempre stato da patire. Le potenzialità economiche ci sono ma in mancanza di un contesto serio non è facile dare una mano a Pisa da parte di imprenditori pisani».
Andrea Chiavacci
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