Gioco
Arena, oggi riunione urgente in prefettura
Il sindaco convoca Petroni, il Comune spiega i suoi dubbi
PISA. Nell’intricatissima situazione societaria del Pisa, la vicenda dei lavori all’Arena Garibaldi è un ennesimo (e inquietante)punto interrogativo. Giovedì sera dall’email di Lorenzo Petroni, per risolvere i problemi e le “incomprensioni” con il Comune, è stata inviata una “lettera aperta” al Dg Fabrizio Lucchesi che... nella stessa giornata era in riunione proprio con lui, così come ieri.
Ora invece è il sindaco Filippeschi a scrivere a Petroni e Lucchesi, ma per convocarli (stamani, ore 11.30) a una riunione urgente in Prefettura «per valutare i contenuti della bozza di convenzione dell'impianto sportivo comunale e le possibilità dell'avvio anticipato dei lavori di adeguamento dello stesso impianto».
Scrive il sindaco: «D’intesa con il signor prefetto di Pisa, considerata ogni implicazione che deriva dal protrarsi del ritardo nell'avvio dei lavori spettanti all'Ac Pisa 1909, sono a chiedervi la disponibilità per lo svolgimento di una riunione urgente per valutare i contenuti della bozza di convenzione dello stadio e le possibilità dell'avvio anticipato dei lavori di adeguamento dello stesso impianto»
PARLA SERFOGLI. «Un passo avanti e due indietro. Noi abbiamo fatto le nostre mosse e attendiamo una risposta da parte della proprietà ormai dal 15 luglio scorso», ha commentato ieri l’assessore ai lavori pubblici del Comune di Pisa Andrea Serfogli. I passi indietro iniziano nella giornata di mercoledì quando sono arrivati sul tavolo dell'amministrazione comunale l'atto unilaterale d'obbligo e la bozza di convenzione da parte della società. «Al momento non ci sono ancora novità, non è arrivata un'accettazione formale di quella che era la proposta di convenzione che dovrà poi comunque essere approvata del consiglio comunale».
Sui punti principali dell'accordo la distanza più grande resta quella sulla cauzione per la convenzione e gli eventuali rimborsi dei lavori. Petroni ha chiesto una maggiorazione del 20% nel caso in cui non vengano approvati gli interventi effettuati, oppure non venga approvato il progetto di ristrutturazione complessivo: «per la cauzione- spiega Serfogli - il Comune aveva richiesto 500mila euro, mentre la società chiede di pagare solo 100mila euro. Inoltre è ricomparsa la clausola del rimborso e anche qui non possiamo essere d'accordo. Sono proposte inaccettabili e non sono esaudibili neppure da un punto di vista giuridico». I problemi minori sono rappresentati dal canone di concessione (il Comune ha richiesto 20mila euro l'anno) e dalla durata della convenzione.
La società insiste come qualche mese fa per i 15 anni rispetto ai 7 chiesti dal Comune. «Su questo possiamo trovare un accordo - insiste Serfogli - sono gli altri due i punti sul quale mettiamo i paletti. Inoltre avevamo richiesto il verbale dell'assemblea notarile e non ci è stato inviato. Fino a quando non abbiamo le massime garanzie possibili i lavori più urgenti per ottenere l'agibilità non potranno cominciare. La proprietà deve prendersi le proprie responsabilità e non scaricare tutto sul Comune».
Garanzie chieste anche dal presidente della Lega B Andrea Abodi che ha spesso caldeggiato la proposta di una riapertura anche parziale dell'Arena: «Al momento resta complicato aprire lo stadio anche ai soli abbonati per la partita con la Spal. Occorre l'assenso del Comitato provinciale di Vigilanza sugli eventi sportivi». Sul fatto che la proprietà ha trovato un'intesa con Ngm per i lavori Serfogli precisa: «Noi non abbiamo nessun rapporto con Ngm, è una cosa che riguarda la società. Per ora i piccoli interventi fatti sono stati quelli a nostro carico».
Antonio Scuglia
Andrea Chiavacci
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