Il dolore
Abodi: "Quello che serve al Pisa sono interessi concreti e non mediatici"
Il presidente della B parla di Petroni, dell'offerta di Pablo Dana e del ruolo della Lega: «La società sta lavorando per recuperare, ma resta interessata a vendere»
PISA. «Prendo atto che si sta tornando alla normalità e che si sta muovendo qualcosa. Oltre al fondo arabo ci sono altri soggetti interessati che hanno un ottimo livello di reputazione confermando che il Pisa rappresenta un valore per il calcio italiano e che deve essere rispettato assieme alla città e ai tifosi». Al termine dell’assemblea della Lega di serie B, il presidente Andrea Abodi si presenta in conferenza stampa parlando dei temi della stagione, ma anche nelle stanze romane è sempre il caso Pisa a tenere banco. «E’ doveroso parlare del Pisa - ha detto Abodi -. Non mi sono fatto gli affari miei in questi due mesi andando oltre la titolarità e il ruolo».
Le scuse di Petroni. Abodi spiega il ruolo di responsabilità della Lega, poi entra nel dettaglio: «Abbiamo superato forse la fase più critica dopo un mese e mezzo di blackout societario per responsabilità della proprietà. Mi è piaciuto che il nuovo amministratore unico Petroni qualche settimana fa in un’intervista abbia detto: «Noi dobbiamo chiedere scusa ai tesserati, alla città e ai tifosi perché abbiamo creato disagio». Abodi sottolinea questo punto, ma non si dimentica diritti e doveri di chi ha ancora in mano le sorti del Pisa: «Avere una proprietà di una squadra è un piacere, un lavoro, ma comporta anche obblighi. Questa proprietà ha capito che non c’è armonia, per usare un eufemismo, con il contesto del territorio per tutta una serie di ragioni che abbiamo anche semplificato. A noi interessa il rispetto delle regole».
Diritti e doveri. Abodi spiega nel dettaglio la posizione della Lega: «Non possiamo confiscare, non posiamo commissariare dal punto di vista sportivo con effetti sulla gestione, non possiamo condizionare in nessun modo o indicare noi chi dovrà gestire la società. Stiamo facendo molto di più, senza contravvenire alle norme». Abodi prosegue: «La proprietà è interessata a vendere, lo ha ripetuto più volte. Ma non vuole essere obbligata a vendere e non vuole che le condizioni della vendita le stabilisca qualcun altro. È evidente che la prima preoccupazione che è anche la nostra è il diritto. Le altre 21 squadre hanno il diritto di poter andare a Pisa e giocare in una situazione di normalità».
Gli acquirenti. Abodi poi parla con chiarezza sia alla proprietà attuale, ma anche a chi vuol comprare e in questo caso il riferimento sembra a Pablo Dana: «La società ha il dovere di recuperare tutte le mancanze di questo mese e mezzo e nel frattempo valuterà le proposte che arriveranno e che stanno arrivando. Non tutte sono esplicite, anzi le proposte più serie sono quelle che non hanno un valore mediatico. Sono quelle che arrivano alla soluzione finale attraverso i canali giusti, che sono quelli istituzionali e non quelli della comunicazione. Questo crea solo tensione nell’ambiente».
Lo stadio. Il presidente della Lega di B racconta come la società nerazzurra stia cercando di recuperare. «La città - dice - ha bisogno di tranquillità e soprattutto la comunità dei tifosi deve tornare il prima possibile allo stadio. La società si sta preoccupando di pagare gli stipendi ai dipendenti e collaboratori e ai calciatori, già lo sta già facendo». E sullo stadio: «Stanno ripristinando la piena agibilità dell’Arena Garibaldi con l’obiettivo di riaprire le porte per la prossima partita contro la Spal, almeno a capienza ridotta. La società sta informando costantemente il sindaco, che darà risposte dal punto di vista politico visto che tra poco ci sarà un consiglio comunale importante». Il riferimento è alla convenzione per l’utilizzo dello stadio ancora da sottoscrivere.
Il ruolo della Lega. Abodi conclude con ottimismo il suo lungo intervento dedicato al Pisa: «La Lega offre supporto al Pisa come farebbe con qualsiasi altro club di B che chieda di essere sostenuto. La proprietà valuterà le proposte affidabili e la Lega inizierà da subito il suo ruolo di selezione e controllo sulla frontiera del nostro sistema. Abbiamo bisogno solo di soggetti affidabili e solvibili. Se vogliono dare garanzie, la Lega indicherà dove poter versare le garanzie. Vediamo chi ha un progetto serio, poi passiamo nelle mani della proprietà e del sindaco. Vigileremo perché avventurieri, malfattori e chi è solo in cerca di pubblicità giri alla larga».
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