Sicurezza
Una squadra tornata di nuovo camaleonte
Il Pisa torna ad essere camaleonte. Contro l’Ascoli, dopo il 3-4-3 (di Pisa - Novara), il 3-5-2 (a Terni prima dell’espulsione di Crescenzi), il 4-3-3 (delle altre uscite), Rino Gattuso ha proposto...
Il Pisa torna ad essere camaleonte. Contro l’Ascoli, dopo il 3-4-3 (di Pisa - Novara), il 3-5-2 (a Terni prima dell’espulsione di Crescenzi), il 4-3-3 (delle altre uscite), Rino Gattuso ha proposto il 4-4-2, sperimentato in precedenza nel finale di Pisa-Brescia. Quarto modulo sfoggiato al 1’ nelle prime sei giornate, oltre al 4-5-1 che ha permesso di blindare il successo sui marchigiani quando ormai le energie erano ridotte al lumicino. Golubovic (nella foto) si è riconvertito al ruolo di ala davanti ad Avogadri, mentre contro il rondinelle i fattori della fascia destra erano invertiti. Mannini dalla parte opposta, di fronte a Longhi, nelle mansioni interpretate in gioventù con la maglia nerazzurra ed anche nelle prime giornate della scorsa annata. Gattuso ha spiegato la ragione di questa scelta: «Volevo avere il raddoppio di marcatura sulle fasce contro gli attaccanti esterni avversari». In effetti nelle precedenti gare, soprattutto a Chiavari e Frosinone, il Pisa aveva sofferto i movimenti delle punte laterali rivali, mentre il 4-4-2 ha retto l’urto del team bianconero, salvo le rare folate dell’ex nerazzurro Leonardo Gatto. Qualche problema tattico nella seconda parte della gara, oltre alla comprensibile fatica di una squadra che ha saltato un mese di preparazione. Emblematico il gol subìto ad opera dello svedese Hallberg (il primo dispiacere su azione in campionato) su cui Gattuso ha puntato l’indice accusatorio: «Su Favilli (che di petto ha assistito il compagno) ci doveva essere Golubovic, non Sanseverino». Nel frangente l’intero centrocampo aveva scalato verso destra, trascinando Sanseverino a stretto contatto con il più prestante avversario, mentre Golubovic da quinto centrocampista di destra (nel 4-5-1 finale) contrastava l’avanzamento del terzino mancino Mignanelli. Piccoli meccanismi tattici ancora da oliare. (Massimo Berutto)
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