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Pisa

Pisa, Lazzari e Mudingayi: «Innamorati di questa squadra, aspettiamo senza nessun ultimatum»

A destra Lazzari
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A destra Lazzari

Parlano i centrocampisti richiesti come rinforzi da Gattuso. Si stanno allenando e scoprendo una realtò davvero unica

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PISA. Si allenano, s’impegnano e attendono una risposta positiva. E’ questa da quasi un mese la vita sportiva di Andrea Lazzari e Gaby Mudingayi. Al campo di San Piero a Grado corrono e sudano assieme ai nuovi compagni, ma la mancata firma sui loro contratti da parte di Lorenzo Petroni non permette a Gattuso di poterli utilizzare. Il tecnico nerazzurro ha fortemente voluto i due giocatori che andrebbero a completare un centrocampo numericamente in difficoltà.

  • LAZZARI: VOGLIO RESTARE QUI

Lazzari parla di come sta vivendo questa esperienza singolare: «Nonostante le difficoltà mi trovo bene. Viviamo nel quotidiano con un gruppo di ragazzi molto intelligenti e bravi a non lasciarsi andare e restare concentrati sul campo. C’è molta coesione ed i risultati si vedono».

Ha dato una scadenza alla società per risolvere la sua situazione contrattuale?

«No, voglio restare a Pisa e non ho messo alcun paletto. Ovviamente spero che ogni giorno sia quello buono. Attendo solo un segnale positivo».

Lei è disposto anche a ridursi l’ingaggio pur di restare a Pisa?

«Di queste cose preferisco non parlare. Ne parlo con la società e il mio procuratore».

Le è mai capitato di vivere una situazione del genere?

«A livello personale fortunatamente no, ma per questioni societarie una cosa simile è successa a Bari quando Paparesta portò il socio malese».

Lei fisicamente come sta?

«Sto benissimo e ho una gran voglia di giocare. Nelle ultime due stagioni non ho avuto problemi fisici, ma per una serie di motivi a cui trovo difficile spiegazione. Alla Fiorentina e al Carpi in A, e anche a Bari in B, ho trovato spazio giocando poche partite. Mi manca indubbiamente la continuità in campo, ma al momento mi sto allenando bene».

Che carichi di lavoro state facendo?

«Gattuso ha inserito bene sia me che Mudingayi, ci tratta come il resto del gruppo. Facciamo anche dei lavori specifici con lo staff come se dovessimo giocare assieme ai nostri compagni al sabato».

Gattuso crede molto in lei per dare ulteriore qualità al centrocampo...

«Lo conosco da poco, ma fa molto piacere sapere che ha fiducia in me. Anche lui non vede l’ora di poterci utilizzare in campionato».

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  • MUDINGAYI: GRUPPO MERAVIGLIOSO

Se Lazzari può portare la qualità, 329 gare e 29 gol tra e B, la quantità e altra esperienza dovrebbe garantirla Gaby Mudingayi. Il belga di origini congolesi vanta 18 presenze in Nazionale più 213 gettoni e 3 reti nella nostra serie A dove ha indossato le maglie di Lazio, Bologna, Inter e Cesena, più un’esperienza in B al Torino nel 2004-2005, ma da oltre un anno è inattivo. Nessun infortunio, ma dopo l’esperienza il grintoso incontrista non ha trovato nessun ingaggio dopo essere stato in prova al Vicenza. «Sto bene - spiega Mudingayi -, non ho nessun problema fisico e attendo solo che si sblocchi questa situazione per essere a disposizione di Gattuso e della squadra. Sono pronto per giocare».

Cosa vi siete detti con la società?

«Del contratto si sta occupando il mio agente, io penso solo ad allenarmi. Non abbiamo mandato ultimatum o scadenze particolari e dobbiamo ancora parlare dell’ingaggio. Stiamo solo aspettando una risposta».

In tanti anni di carriera si è mai trovato in una situazione di questo tipo?

«E’ una situazione strana, ma al tempo stesso ho grande fiducia che tutto si sblocchi positivamente da un momento all’altro».

Come ti stai trovando con il resto del gruppo?

«Io, ma anche Lazzari, lavoro duro. Ho girato tante squadre, ma raramente ho trovato gente disposta al sacrificio come in questo Pisa».

Merito dell’allenatore?

«Sicuramente. Gattuso lo conoscevo già come persona seria e affidabile, e come calciatore. L’ho affrontato in serie A quando giocava nel Milan. Avevamo lo stesso ruolo di faticatori in mezzo al campo. Da allenatore sta dimostrando di essere bravo e preparato. I risultati parlano in suo favore».

Andrea Chiavacci

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