Il Tirreno

Pisa

Pisa, ingaggi da ridurre ma poche soluzioni

Antonio Tognoli
Pisa, ingaggi da ridurre ma poche soluzioni

Calciomercato ancora aperto solo in pochi Paesi, difficile chiedere ai giocatori di rinunciare a parte dello stipendio

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Pochi margini per intervenire, quasi niente, e quello che è stato richiesto da Lorenzo Petroni al dg Fabrizio Lucchesi («abbassare il monte-stipendi dei giocatori con cessioni, rescissioni e spalmature)», è molto difficile, anzi praticamente impossibile, che si materializzi da qui all’1 ottobre. Dagli ambienti vicini alla squadra sono queste le reazioni prevalenti alla richiesta di Petroni jr, con Lucchesi attualmente in una situazione un po’ complicata e costretto a cercare di mettere una pezza ad una situazione societaria non ancora risolta a pieno, nonostante l’ok ai lavori allo stadio da parte di Ngm.

La situazione. È ormai risaputo che il rapporto di Gattuso e Lucchesi con la squadra sia molto buono: testimonianza ne sono i risultati sin qui ottenuti sul campo, con il Pisa che tra mille difficoltà è al terzo posto del campionato di serie B. Intervenire però andando a chiedere ai giocatori di ridursi l’ingaggio non sembra una cosa poi così facile. La conseguenza di tutta questa situazione è l’assoluta confusione venutasi a creare nel mese di agosto fino al 3 settembre, giorno del ritorno di Gattuso. Nell’attesa di una cessione (a Dana) che non si è mai concretizzata si è perso tempo tra contestazioni, malumori della gente e una squadra abbandonata a se stessa al campo di San Piero a Grado. I tifosi sono stati l’unico elemento di appoggio per Mannini e compagni.

I mancati ricavi. Anche i mancati ricavi sono un fardello che pesa moltissimo sulla difficile situazione societaria, un altro bastone tra le ruote per qualsiasi operazione che la società nerazzurra potrebbe o vorrebbe fare. Per tutte le operazioni i margini di intervento sono ridotti al minimo. I mancati sponsor e lo stadio chiuso non ha certo portato benefici fino a questo momento e non hanno portato entrate utili nelle casse del club. A questo si devono aggiungere i costi di gestione che il Pisa ha dovuto sobbarcarsi in queste sei giornate dove (sabato a parte) ha giocato sempre in trasferta.

Soluzioni ridotte al lumicino. A dire il vero qualche soluzione potrebbe anche esserci, ovvero cedere qualche giocatore all’estero dove il mercato in qualche Paese risulta aperto. Il Pisa però non ha giocatori al momento che possono avere rinforzi all’estero. Il solo Makris potrebbe lasciare la truppa nerazzurra, ma solo per tornare in Grecia, dove però il mercato attualmente è chiuso.

Dal campo. Dopo due giorni e mezzo di riposo, ieri pomeriggio la squadra è tornata al lavoro al centro sportivo di San Piero a Grado. Prima della seduta fitto colloquio di Rino Gattuso con i senatori e con il gruppo sulla situazione societaria. Si racconta di un Gattuso abbastanza contrariato, per non dire peggio, sulla situazione generale, ma determinato ad andare avanti aspettando le mosse della proprietà. La prossima ed importante scadenza è fissata per il 16 ottobre, data entro la quale la società dovrà pagare gli stipendi di luglio ed agosto. Il tecnico nerazzurro inoltre ha chiesto dalla gara di Frosinone il pagamento degli arretrati ai tesserati che per il momento non sono ancora arrivati.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa