Pisa, le richieste dei pm: «Condannate Petroni a 8 anni di reclusione»
Il patron di Terravision è finito alla sbarra per bancarotta fraudolenta. Accumulato un debito di oltre 9 milioni di euro. La sentenza attesa a fine novembre
PISA. Otto anni e 4 mesi di reclusione. È questa la richiesta di condanna per il patron del Pisa calcio Fabio Petroni, formulata in aula dal pm Mario Dovinola al termine della sua requisitoria. Insieme al sostituto Paola Filippi, il magistrato ha condotto un’inchiesta fiume durata otto anni e culminata con il rinvio a giudizio nel febbraio 2015 dell’imprenditore autodefinitosi «leader del transfer aeroportuale».
Davanti ai giudici Petroni era finito proprio in qualità di presidente di Terravision Rome Airport scarl con l’accusa di bancarotta fraudolenta. Alla guida della società l’imprenditore romano è rimasto fino al dicembre 2007, poi sostituito da Marianna Caserta, nominata amministratrice della società cooperativa fino alla dichiarazione di fallimento del primo febbraio 2013, anch’essa accusata dello stesso reato e per cui i pm hanno chiesto 4 anni e 4 mesi. «Sin dal 2006 - recita il capo d’imputazione - Petroni e Caserta omettevano sistematicamente il versamento di somme dovute a titolo di oneri previdenziali e assistenziali, di imposte e ritenute d’acconto», fino ad accumulare un debito di 9.121.470 euro.
I due, secondo l’accusa, avrebbero distratto dai conti correnti societari somme versate in favore della figlia e della moglie di Petroni. Un meccanismo illecito per cui i pm a luglio avevano ottenuto l’esecuzione della misura cautelare dei domiciliari, che il proprietario del Pisa da quest’estate sconta nella sua casa romana. Ora, sul suo destino e su quello della società di calcio pesa la spada di Damocle di una sentenza che potrebbe rendere davvero difficile il cammino dei romani in B. Il verdetto dei giudici è atteso per fine novembre e se dovessero accogliere anche in parte le richieste dell’accusa, Petroni si troverebbe a fare i conti con una condanna di primo grado che difficilmente potrebbe concedergli “distrazioni” come il calcio.
Di diverso avviso i legali dell’imprenditore, Massimo Krogh e Cesare Palacanica, che hanno chiesto invece la piena assoluzione del loro assistito. «Il pm peraltro - precisa l’avvocato Krogh - ha chiesto la condanna per la bancarotta ma l’assoluzione per altri capi di imputazione». Certo, il giudizio non è scontato. Con un passato di presidente di Trambus e vicepresidente di Atac, Petroni è definito dai magistrati «il dominus della galassia di società che operano sotto il marchio Terravision».
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Il 24 settembre 2009 la Terravision Transport cedeva alla Alivision Transport scarl l’azienda costituita dal servizio di linea Ciampino-Roma e Pisa aeroporto-Firenze al prezzo di 150mila euro, «valore di molto inferiore al reale valore della stessa - è una delle contestazioni della Procura - peraltro senza corrispondere il prezzo di cessione pattuito». Ma è la stessa procura romana ad essere finita sotto inchiesta dei colleghi di Perugia per presunte irregolarità commesse nell’istruttoria di Dovinola e Filippi proprio mentre questi ultimi depositavano gli atti di conclusione dell’indagine.
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