Attenzione
Scontro con la società Gattuso senza risposte
Il tecnico non è più disposto a rinviare il chiarimento Intanto c’è da preparare il match di sabato con l’Ascoli
PISA. Il Pisa è una squadra da applausi, anzi di più, che riesce a gettare ogni volta il cuore oltre l’ostacolo nonostante una situazione quotidiana davvero difficile. Al di fuori delle dichiarazioni ufficiali, a Frosinone a fine gara ha ricevuto complimenti su complimenti dagli avversari (che al fischio finale sono ridiventati... colleghi).
Ma la situazione interna è tornata esplosiva. Gennaro Gattuso, dopo il duro messaggio d’accusa davanti ai giornalisti, ha continuato negli spogliatoi il suo sfogo contro la latitanza della società riguardo ai problemi denunciati: collaboratori non pagati, addetti allo stadio e magazzinieri dimenticati, ritardi e dimenticanze in ogni tipo di pagamento, mercato paralizzato da due mesi, mentre aumenta costantemente il numero dei dirigenti. «Siamo a un bivio - ha detto - prima di Pisa-Ascoli bisogna assolutamente parlare con la società, bisogna avere risposte chiare. Petroni non vuole vendere? Allora dato che vuole tenersi quest’auto ci metta la benzina per farla camminare. Sediamoci a un tavolo, insieme alla squadra, e chiariamo tutti i punti essenziali senza quali non si può andare avanti».
Ieri la società non ha replicato alle sue affermazioni, né ha fissato incontri. Difficile dire se prima di sabato lo farà, oppure se si arriverà comunque a giocare la gara con i marchigiani posticipando quella che ora sembra una vera resa dei conti. Di certo, la squadra è un blocco compatto intorno al suo allenatore, e solo il ritorno di Gattuso all’inizio di settembre ha interrotto la messa in mora nei confronti della società già affidata ai legali dell’Associazione Calciatori.
Intanto la squadra ieri in giornata ha fatto ritorno a Pisa dopo un allenamento mattutino di scarico a Frosinone. La partita con l’Ascoli è già alle porte, l’impegno è severo perché l’ossigeno nelle gambe inizia a scarseggiare. Le ultime prestazioni inorgogliscono il pubblico pisano, proprio perché non sono frutto di una superiorità fisica nei confronti degli avversari, ma di un impegno e una abnegazione che fanno superare ostacoli altrimenti insormontabili. E questa squadra, ribadiamo, merita solo incondizionati elogi.
Ma le difficoltà nei rapporti restano. Gattuso a Frosinone ha ricordato che praticamente non ci sono posizioni “chiuse”, cioè pagamenti aggiornati, e soprattutto a chi prende uno stipendio solo sufficiente per vivere può passare la voglia di lavorare: «Non lo so come si fa. Ho detto che sono disposto a sedermi e ascoltare e sistemare alcuni punti cruciali, altrimenti lui (Lorenzo Petroni, ndr) come nessun altro, non metterà mai piede nello spogliatoio. Fin quando io sono vivo nessuno entrerà nello spogliatoio, mi devono portare via con la forza. Si deve pensare a mettere a posto i dipendenti senza contratto o le pendenze con i ragazzi. Qua non c'è a posto proprio nulla, non è per niente come si legge nei comunicati».
E i giocatori? «Poi va a finire che si rovina anche il rapporto tra me e loro; io sono uno molto esigente e lo so bene. La quotidianità me la faccio scivolare addosso, vado avanti grazie al rapporto creato con i ragazzi e con la città, ma se la quotidianità la vivo male anche con loro, ditemi che senso ha continuare. Tante volte devo far finta di parlare di calcio giocato, devo sopportare tutti i problemi che ci sono in giro visto che molta gente lavora senza contratto. Io da tempo cerco di evitare il mio padrone di casa perché da 5-6 mesi non riceve l’affitto...».
E l’ipotesi vendita a Dana? Petroni ha rifiutato l’invito a Dubai, chissà che non si possa tornare a parlarne - ma in modo concreto - i primi di ottobre quando il fondo Sportativa sarà una persona giuridica a sé stante e quindi operativa al 100% senza vincoli. Pablo Dana ieri ha inviato un tweet da Dubai: «Tenete duro @ACPisa1909 non mollate! Non adesso!». È evidente che non si è arreso.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
