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Pisa

Il caos societario e l'incontro Dana-Petroni: "Parliamo di persona"

di Antonio Scuglia
Il caos societario e l'incontro Dana-Petroni: "Parliamo di persona"

Pablo Dana arriva, in occasione della partita Pisa-Brescai, in Italia con Al Halabi. Per fugare ogni dubbio ha chiesto un incontro alla proprietà per trovare l’accordo finale

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PISA. O si tratta “face to face” o si getta la maschera. Oggi arrivano a Empoli Pablo Dana e Abdul wahab al Halabi, insieme a un altro socio (inglese) del fondo Equitativa; al Castellani probabil,kente saluteranno Lorenzo Giorgio Petroni. E poi? «E poi speriamo di parlarci con calma, -dice Dana. - Prima di imbarcarci per l’Italia abbiamo dato mandato alla dottoressa Pedron di chiedere all’avvocato Damiano Comito un incontro ufficiale a Petroni, sabato sera o domenica».

Lo scopo? «Riappacificare questo rapporto, sinora falsato o almeno sfasato da tutti i comunicati. Lo scopo del nostro viaggio in Italia è esattamente quello di incontrare la proprietà e portare avanti la trattativa in un clima di pace e serenità, cioè nel clima migliore». Fino a ieri sera tardi non si sapeva se fosse pervenuta o meno una risposta da Roma. E0 chiaro che un “no” all’incontro chiuderebbe tutte le porte e aprirebbe uno scenario irreparabile, ma non vediamo perché dovrebbe succedere.

Lo stesso sindaco in questi giorni, e anche ieri, ha lavorato in questa direzione: per concludere l’affare i protagonisti devono incontrarsi di persona, con o senza i loro consulenti. Una soluzione va trovata, definitiva, chiara e immediata. Non solo per evitare disastri sportivi.

Perché questa storia, con il suo stesso protrarsi e i troppi tira e molla, ha preso una brutta china, visto che siamo in ritardissimo su tutto, e il ritorno di Gattuso (con precise rassicurazioni) e i miracoli fatti sinora dalla sua squadra non bastano a nascondere l’atmosfera di estrema tensione che si respira in città, dove gli stessi proprietari del Pisa non si sono mai visti se non sotto scorta, così come alle partite della squadra nerazzurra (che non ha mai fatto entrare lo stesso Petroni nello spogliatoio).

Dana ieri ci ha anche confermato quanto emerso la notte precedente: «Abbiamo chiesto al sindaco Filippeschi di indicarci un notaio che possa ricevere da noi la somma di 310mila euro, cifra corrispondente alla caparra richiesta da Petroni. Una somma che, come detto, non va consegnata ora alla proprietà ma entrerà nella disponibilità di Britaly insieme al saldo, al passaggio delle quote».

Della vendita ha parlato ieri anche lo stesso Lorenzo Petroni in fondo a un lungo comunicato, in cui però per l’ennesima volta sembra poco intenzionato a vendere davvero a Dubai: «alla luce dei positivi risultati sportivi conseguiti in Coppa Italia e Campionato e delle straordinarie, ulteriori potenzialità del Club, l'attuale proprietà è certa di poter garantire l'auspicata stabilizzazione societaria con la cessione delle quote a qualificate e gradite, oltreché inequivocabilmente credibili, espressioni della realtà locale». Quali entità locali? Ieri sera Maurizio Mian ci ha ribadito quanto già espresso: «Mi è stato proposto l’acquisto del Pisa ma io non sono interessato e desidero fortemente che compri Dana».

Nel comunicato di ieri, Britaly ha confermato l’intenzione di partire presto con i lavori allo stadio e ribadito «La perfetta regolarità della gestione economica corrente del club» che «ha provveduto ad azzerare completamente il monte debitorio ereditato fin dal dicembre 2015 (oltre 4 milioni di euro)» e « la solidità dell'A.C. Pisa e la sua capacità di assicurare in maniera seria e trasparente tanto la continuità aziendale che i programmi sportivi, rigettando ogni paventata ipotesi di "crisi" o finanche di "dissesto" che improvvidamente e strumentalmente viene periodicamente ventilata».

Petroni ricorda anche «il più che positivo quadro riscontrato dagli organi federali già in sede di iscrizione al campionato di Serie B 16/17», ma qui va ricordato purtroppo che il 13 luglio la Figc aveva escluso il Pisa dal campionato a causa della fideiussione bulgara (problema che per fortuna poi è stato sanato).

Riguardo agli altri pagamenti, da confermare - o, speriamo, smentire - la notizia arrivata da Empoli di una richiesta d’aiuto alla società locale per l’”ammutinamento” dei magazzinieri del Pisa, non pagati da molto tempo. A noi però risulta che la protesta al momento sia rientrata dopo delle rassicurazioni da Roma.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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