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Pisa calcio, undici leoni azzannano il Novara

Antonio Scuglia
Pisa calcio, undici leoni azzannano il Novara

Bene la prima per la squadra di Rino Gattuso che ha seguito la partita dal gabbiotto perché squalificato. Il grande esodo della tifoseria a Empoli. Un momento simbolico? La stretta di mano tra Pablo Dana e Petroni jr.

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EMPOLI. Tanto cuore, tanta grinta, una fede incrollabile nelle proprie capacità e il Pisa inizia il suo campionato con una prodezza: battuto il Novara con un gol di Lisuzzo davanti a un pubblico da serie A.

L'esordio in campionato dei nerazzurri segna il primo esodo stagionale, visto che si gioca a Empoli a causa dell'indisponibilità dell'Arena. Il serpentone di auto e moto da Pisa inizia almeno tre ore e mezza prima della partita, e già alle 18.30 i parcheggi in zona stadio sono pieni.

Le prime emozioni arrivano un'ora prima della partita, quando le squadre fanno la loro ricognizione del terreno di gioco: ecco i primo cori contro Scognamiglio, la cui fuga a inizio agosto proprio in direzione Novara mentre il resto della squadra resisteva sperando nel ritorno di Gattuso non gli ha dato una grande popolarità.

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Poco dopo arriva in tribuna, attorniato da un po' di bodyguards, Lorenzo Giorgio Petroni, ancora amministratore unico del Pisa (che però ora andrà in amministrazione “condivisa” con Pablo Dana sino a fine mese, quando Dana e il suo fondo Sportativa diventerà padrone del 100% del club): un po' di tensione in tribuna mentre la polizia sorveglia la situazione, ma nessun problema reale per l'ordine pubblico anche se poco dopo cominciano a partire i cori contro di lui dalla curva. Applausi a scena aperta per Pablo Dana, arrivato in giornata con un volo da Dubai: grazie a lui il Pisa è ripartito. Accanto a lui l'attore Paolo Conticini, grande tifoso nerazzurro, e il sindaco Marco Filippeschi, forse il vero vincitore di questa estate che era terribile sino a pochi giorni fa.

Intanto Rino Gattuso si sistema in un gabbiotto tv, insieme al Dg Lucchesi che sabato aveva definito i primi due ingaggi dal mercato degli svincolati: Mudingayi (ex Inter, già presenta al Castellani ma ufficialmente come spettatore) e Lazzari (ex Fiorentina), pezzi grossi per il centrocampo che in agosto aveva perso Merkel e, proprio in extremis, Colombatto: il tecnico nerazzurro deve scontare due turni di squalifica perché nella finale di Foggia, a giugno, non aveva reagito bene alle bottigliate che gli arrivavano in testa dalla tribuna. Al suo posto in panchina c'è Gigi Riccio, tornato insieme a lui e al resto dello staff dopo il cambio in società.

Che la partita sarà difficile si sa con largo anticipo: il Pisa è ridotto ai minimi termini con mezza squadra titolare infortunata o squalificata, e Gattuso deve fare i salti mortali per inventarsi una formazione, tanto che ad Empoli i nerazzurri si presentano in sedici (compreso il classe 99 Matteo Salvi), come negli Amatori. La preparazione fisica e tattica è più o meno ferma al 30 luglio scorso, e da allora il Pisa ha giocato due gare contro le 7-8 di tutti gli avversari. In pratica è come andaere a una rissa con le mani legare dietro la schiena. Ma il pubblico sa bene che cosa ha passato la squadra in queste cinque settimane: alla squadra si chiede il massimo impegno e niente più.

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GLI SCHIERAMENTI

5-4-1 lo schieramento del Pisa (3-4-3 in fase offensiva) con l'esordiente Cardelli al posto di Ujkani (impegnato con la nazionale kosovara); Golubovic e Longhi esterni di difesa e Crescenzi e Avogadri a fiancheggiare Lisuzzo; Peralta e Mannini cursori di fascia, Verna e Sanseverino mezzeali e il solo Eusepi di punta.

4-2-3-1 quello del Novara: linea difensiva cn Dickmann, Scognamiglio, Troest e Armeno; Viola e Casarini mediani; Faragò, Sansone e Corazza a sostegno del massiccio Galabinov.

LA GARA

L'undicesimo ospite è pericolosissimo all'8' con Galabinov: cross dal vertice destro di Dickmann, pallonetto di testa di Galabinov da lontano che si spegne pochi centimetri oltre il secondo palo. Ma il Pisa c'è, eccome, e poco dopo colpisce: sugli sviluppi di un angolo, cross da destra di Verna, spizzata di Crescenzi che Da Costa riesca solo a respingere corto e Lisuzzo, ancora di testa, segna in tuffo. Il “sindaco” a Novara oltreutto è un ex famoso, visto che ha contribuito a portare i piemontesi dalla C alla A.

La reazione ospite porta al tiro Faragò al 17', un destro rasoterra che finisce nelle braccia di Cardelli. Stessa sorte per i successivi tentativi di Sanseverino e Lisuzzo (da fuori) per il Pisa. Al 36' però il Pisa rischia grossissimo: Sansone semina il panico sulla destra e cpnquista un corner sui cui sviluppi Faragò schiaccia di testa, Cardelli è superato ma sulla linea c'è Golubovic a sventare, anch'egli di testa.

So arrivava così al riposo sull'1-0 e nella ripresa il Novara tremava subito: cross rasoterra di Mannini dal fondo, scivolata di Longhi che irrompeva da sinistra e palla fuori di poco a portiere battuto.

Forze fresche per gli ospiti al quarto d'ora con gli ingressi di Di Mariano e Adorjan; subito per la squadra di Boscaglia una punizione insidiosa di Casarini, bloccata bene da Cardelli. Nel Pisa poco dopo ecco Montella per uno stremato Peralta: il nuovo entrato al 26' cercava di sorprendere Da Costa dai 20 metri, con palla poco alta. Dall'altra parte era Galabinov, al 28', a sparare un destro violento ma alto anche se non di molto, poco prima del time out, il primo della storia del Pisa. Il Novara cercava il forcing, Cardelli sulle palle che spiovevano in area piccola era un gatto volante; al 38' Sansone spaventava tutti con una punizione dal limite poco alta. Lukanovic per il Novara e Cani per il Pisa erano le ultime carte estratte dal mazzo delle riserve. Ultimi assalti dei piemontesi: Lisuzzo faceva lo spazzaneve, i crampi si facevano sentire in casa nerazzurra. Al 45' Casarini alzava la mira, mentre il pubblico rumoreggiava per i 5 minuti (troppi) di recupero. Al 48' il miracolo di Cardelli: contropiede (!) novarese, Sansone al tiro dal limite, palla veerso l'angolo basso lontano ma il portiere in tuffo deviava in angolo. Gli avversari non mollavano, continuavano a spaare cannonate verso il fortino nerazzurro, ma non bastava: 1-0 e pubblico in delirio.

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di Redazione web