Attenzione
«Sindaco, ecco cosa dobbiamo sapere»
Gli amministratori del gruppo “Io sto con Ringhio Gattuso” chiedono chiarezza dalla riunione programmata per oggi
PISA. I tifosi si aspettano tanto, tantissimo dall’incontro di oggi. E lo testimoniano anche con una lettera al sindaco degli amministratori di "Io Sto con Ringhio Gattuso" (gruppo Facebook con 19.400 iscritti) Simone Gabbani, Andrea Maggini, Lorenzo Paladini e dell'amico Pietro Gustinucci.
IL GRUPPO FACEBOOK. Ecco la lettera. «Egregio signor sindaco, martedì, nel bene o nel male, deve succedere qualcosa. Il suo compito è al tempo stesso molto semplice e molto complicato. Molto complicato perché, piaccia o no, anche se riguarda il nostro Pisa, si tratta pur sempre di una trattativa tra privati e siamo consapevoli che il sindaco non può imporre nulla. Molto semplice perché, alla fin fine, quello che tutti le chiediamo è soltanto di fare 4 semplicissime domande ed ottenere 4 semplicissime risposte e, semmai, indicare per chiarezza e correttezza chi si fosse rifiutato di rispondere e perché».
Continua la lettera: «Le domande, che riteniamo necessario che lei faccia per avere finalmente chiarezza e superare il gioco delle parti, sono queste: 1) venditori, quanto chiedete per vendere? 2) compratori, quanto offrite per comprare? 3) venditori, quali modalità di pagamento richiedete per perfezionare subito la vendita (tempi, modi e garanzie)? 4) acquirenti, quali modalità di pagamento proponete perché si perfezioni subito la vendita (tempi, modi e garanzie)? Il resto, sono soltanto dettagli che possono facilmente essere messi a punto dai consulenti o amenità che abbiamo letto e ascoltato già troppe volte nei molti inutili comunicati e nelle molte inutili interviste che si sono susseguite fino ad oggi».
Chiudono gli amministratori del gruppo: «Se lei, signor sindaco, farà quelle 4 domande e riuscirà ad ottenere 4 risposte chiare, comunque andrà a finire, le renderemo il merito di aver fatto tutto quanto possibile per dare una svolta concreta alla trattativa e comunque per fare chiarezza. Diversamente, dovremo considerare anche questo suo tentativo una inutile perdita di tempo. Perdita che però non ci possiamo più permettere, trovandoci ancora oggi senza un allenatore, senza una dirigenza operativa, senza una societa a cui poter fare concretamente riferimento, senza nessuna programmazione, senza uno stadio agibile e con una squadra ancora incompleta, quando ormai il campionato sta per iniziare».
GLI ULTRÀ. La Curva Nord Maurizio Alberti aveva già indicato nei giorni scorsi una strada percorribile per superare la crisi: «In questa situazione incredibile dove ancora non riusciamo a intravedere un'uscita, in questa successione di comunicati dove le parti dicono l'una il contrario dell'altra e non riescono neppure ad incontrarsi, per sbloccare questa paradossale situazione che vede ingessato il Pisa a soli pochi giorni dall'inizio del campionato, chiediamo con forza la nomina di un professionista con un mandato irrevocabile a vendere ad un prezzo definito. Ora serve solo la più totale trasparenza e solamente un "esterno" con questi poteri può salvaguardare le sorti della stagione». La proposta nei fatti, e molto condivisibile, è la stessa che aveva fatto il sindaco poco prima che Britaly chiedesse l’incontro di oggi.
Gli ultrà non hanno emesso ulteriori comunicati, ma è nota la loro volontà di vigilare con attenzione per evitare che qualcuno cerchi di barare al tavolo da gioco. Va specificato che non si sono mai schierati dalla parte di Dana preferendo aspettare i fatti, ma hanno incalzato la società in modo netto e reciso, sia il giorno della mancata disputa di Pisa-Celta Vigo sia quando si paventava il “rapimento” della squadra che l’allora amministratore unico Giampaolo, o meglio chi comandava davvero da Roma, voleva portarla ad Avellino: «...Ribadiamo che non accettiamo e mai accetteremo sporchi giochini da parte di nessuno. I gruppi organizzati della Curva Nord invitano quindi tutta la tifoseria a rimanere unita, lottando affinché la squadra rimanga a Pisa».
Per non parlare ovviamente del comunicato del 4 agosto, il più duro, in cui spiegavano il loro pensiero sulla presunta richiesta di otto milioni da parte della proprietà definendola una «ulteriore ridicola provocazione» . Era il giorno in cui si seppe che c’era una cordata (quella di Dana, come si seppe il giorno dopo) interessata ad acquistare il club.
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