Gioco
Nolli non vuole farsi prendere in giro
Durissima lettera dell’avvocato bresciano: dai romani solo risposte dilatorie
PISA. Un duro attacco alla proprietà del Pisa è arrivato ieri da Il Fatto Quotidiano, che ha dedicato un’intera pagina, a cura di Carlo Enrico Bigazzi, alle vicende nerazzurre. Nel titolo c’è tutto: «L’editore ai domiciliari che tiene in ostaggio il Pisa». Con il sommario: «La festa è finita. Il presidente Fabio Petroni ha gettato il club nel caos subito dopo averlo comprato (e appena promosso in B). L’eroe Gattuso se n’è andato. L’ultima offerta, di un fondo di Dubai, non è stata accettata».
Ma più duro ancora è quello dell’avvocato bresciano Alessandro Nolli, dopo le parole dell'avvocato Cecinelli in una recentissima intervista in cui «afferma apoditticamente dell’”inconsistenza” e della “sparizione” della cordata bresciana. Probabilmente il collega non è ben informato. Per il rispetto che porto nei confronti della verità, della squadra e dei tifosi, mi trovo costretto a smentire e pubblicamente contestare la precitata dichiarazione poiché non corrispondente al vero e, quanto meno, irrispettosa nei confronti dei miei mandanti e dell’impegno profuso dal sottoscritto in questi giorni, purtroppo, e me rendo conto solo ora, del tutto inutilmente».
Scrive il legale bresciano, capofila della cordata che rappresenta degli imprenditori del Nord: «Noi respingiamo con forza la qualifica di “inconsistenti”, né possiamo accettare il giudizio sulla nostra riferita presunta “sparizione”. La verità (tutta documentabile) è che, per quanto io abbia continuamente avanzato, rasentando la molestia, le mie richiesta di documenti commerciali, contabili, bancari, fiscali e finanziari, e benchè io abbia dato la mia disponibilità ad un incontro de visu per il giorno 17 agosto, la proprietà del Pisa non mi ha mai messo in condizione di effettuare una valutazione finanziaria e patrimoniale della società, che avrebbe consentito la formulazione di un’offerta».
E ancora: «Abbiamo atteso invano, per giorni, l’invio della documentazione richiesta che in realtà, a parte il bilancio in data 31.12.2015, non abbiamo mai ricevuto. Ho sempre inoltrato per iscritto, a mezzo email, sms e telefono, le mie numerose richieste all'avv. Comito, che credo il collega Cecinelli conosca.... Le risposte che ho ricevuto, quando le ho ricevute erano comunque evasive e meramente dilatorie».
«Per iscritto avevo dato la mia disponibilità ad un incontro personale, unitamente agli imprenditori che rappresento. Avevo anche fissato una data, il 17 agosto. Risposta: "Vedremo". Quando ho chiesto se erano davvero certi di voler vendere, non ho ricevuto alcuna risposta. Poi noi saremmo gli "inconsistenti" e saremmo “spariti”».
Nolli ha spiegato personalmente tutta la situazione al sindaco Filippeschi: la verità «è sempre più evidente. Noi non siamo mai “spariti”, probabilmente non siamo mai stati accettati. Ne prendiamo atto e contestualmente revochiamo la nostra lettera d’interesse». (a.sc.)
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