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Quattordici padroni in altrettanti anni

Quattordici padroni in altrettanti anni

Il Pisa si appresta al quattordicesimo cambio di compagine societaria negli ultimi quattordici anni. La stabiIità è un traguardo più difficile anche della più sofferta delle promozioni. Lo affermiamo...

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Il Pisa si appresta al quattordicesimo cambio di compagine societaria negli ultimi quattordici anni. La stabiIità è un traguardo più difficile anche della più sofferta delle promozioni. Lo affermiamo avendo bene in mente gli ostacoli superati fra l'amichevole persa a Ponsacco nel luglio 2015 e il pari di Foggia del 12 giugno scorso. Tutto iniziò quando Gerbi e Posarelli nel 2002 lasciarono le redini alla famiglia Mian-Gentili, che dopo tre stagioni passò a sua volta la mano a Covarelli. Due anni o poco più di relativa stabilità (fra svariate rivoluzioni tecnico-dirigenziali) prima che la maggioranza del Pisa, alla fine del 2007, fosse momentaneamente rilevata da Andrea Bulgarella. L'intero pacchetto azionario tornò presto a Covarelli, che lo vendette a Luca Pomponi nell'estate 2008. Dopo il fallimento del 2009 si ripartì con il trio Camilli-Battini-Aringhieri, oltre all'1% consegnato al Comitato Vecchio Cuore Neroazzurro. Umberto Aringhieri si sganciò dopo pochi mesi. Il disimpegno di Piero Camilli maturò nel giugno 2011 e le quote del Comandante furono acquistate da parte di Carlo Battini nell'autunno seguente. Ed ecco la giostra infernale dell'ultimo anno: prima Lucchesi-Battini, poi Petroni-Lucchesi-Battini, l'uscita di scena del Comitato dei tifosi, quindi Petroni-Lucchesi, infine Petroni (Britaly Post) da solo. Altro giro, altra corsa.

Massimo Berutto

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