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Pisa calcio, il sindaco dopo lo strano "incarico": non sono io a dover nominare amministratore e allenatore
La richiesta di Britaly fatta all'insaputa del rappresentante legale Comito. Filippeschi: non è possibile cambiare sempre referente. I commercialisti: una proposta senza senso. I tifosi: si incarichi qualcuno con la procura a vendere.
PISA. La richiesta di Britaly di incaricare sindaco e tifosi per la nomina di un amministratore unico e un allenatore del Pisa, senza avere in realtà nessun potere nei confronti della proprietà, cioè senza disporre di un preciso mandato a vendere con l'indicazione del prezzo e delle modalità, non convince né Marco Filippeschi né gli addetti ai lavori chiamati in causa. Anche perché la situazione interna alla rappresentanza del Pisa comincia ad apparire grottesca: i referenti cambiano di continuo, nessuno firma i comunicati che ora vengono fatti addirittura da qualcuno interno a Britaly all'insaputa degli altri. “Stamane - riferisce il sindaco nel pomeriggio di venerdì 19, contattato da noi e dall'emittente cittadina 50 Canale- ho parlato per la prima volta con l’avvocato Comito, incaricato di trattare la cessione del Pisa, per capire se c’erano i margini per la ripresa di una trattativa con Pablo Dana. Lui mi ha confermato che non ci sono altre trattative concluse, dal momento che in città si parla di Italpol come operazione già chiusa".
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Ed ecco la grande sorpresa: "Quando è arrivato il comunicato di Britaly Post ho ricontattato Comito che mi ha confermato di non conoscerlo e lo ha appreso a telefono con me. Questi comunicati non sono mai firmati da una persona, ma questo la dice lunga sulla confusione che regna. Chi è l’interlocutore della proposta? A chi bisogna rivolgersi? Non a Comito a quanto pare. In questi giorni ho parlato con lui, con l’avvocato Taverniti, con Calleri, con l’avvocato Giampaolo che ha dato le dimissioni, e con l’avvocato Placanica, penalista che cura gli interessi di Fabio Petroni. Questa situazione è una gravissima anomalia a pochi giorni dal campionato e non so cosa possa pensare il presidente di Lega Abodi di questo quadro. La responsabilità non può essere rovesciata su una persona esterna, dal momento che ci saranno anche spese da sostenere, e non si può procedere senza il via libera del proprietario”.
Filippeschi interviene quindi sulla proposta di Britaly che con una lettera invita lui e i tifosi a nominare amministratore unico e allenatore del Pisa: “Né un sindaco né una tifoseria possono incaricare un amministratore delegato che deve avere la fiducia della proprietà. Anche la scelta dell’allenatore non può essere sottratta alla società di calcio. In questo modo la situazione non è gestibile. Se l’attuale società vuole un consiglio sulla figura di un amministratore super partes che venga poi delegato dalla società stessa ed a cui venga conferito un mandato irrevocabile finalizzato alla vendita, allora ne possiamo parlare. Noi possiamo affidare l’incarico ad un professionista che avrebbe il compito di definire un range di prezzo. Cioè parliamo di una figura super partes che collabori con la società; questo è un aiuto che possiamo dare, ma quella che indica Britaly è una responsabilità che non possiamo prendere e che esula dai nostri compiti. Mi sembra frutto di un’opera di fantasia che in questi casi non fa bene”.
Anche noi abbiamo contattato direttamente un noto commercialista pisano, e la risposta è stata chiara: "Una proposta del genere non ha alcun senso. Nessuna persona di media intelligenza accetterebbe un incarico simile, che ingenera responsabilità senza la certezza che la proprietà rispetti gli impegni assunti. E tutto questo a parte il fatto che questa nomina deve avvenire da parte dell'assemblea dei soci e non di un sindaco. Una strada percorribile invece c'è davvero: la società deve nominare, volendo anche su parere del sindaco, un amministratore - anche un segretario comulale super partes, volendo - che abbia il solo mandato, con procura irrevocabile, a vendere le quote del club a un prezzo fissato. Ogni altra ipotesi è pura fantasia".
Sulla vicenda non ha alcun dubbio anche la tifoseria. Scrivono i gruppi della Nord: "In questa situazione incredibile dove ancora non riusciamo a intravedere un'uscita, in questa successione di comunicati dove le parti dicono l'una il contrario dell'altra e non riescono neppure ad incontrarsi, per sbloccare questa paradossale situazione che vede ingessato il Pisa a soli pochi giorni dall'inizio del campionato, chiediamo con forza la nomina di un professionista con un mandato irrevocabile a vendere ad un prezzo definito. Ora serve solo la più totale trasparenza e solamente un "esterno" con questi poteri può salvaguardare le sorti della stagione". Nelle ore precedenti, sin dalla notte fra giovedì e venerdì, il Centro Coordinamento aveva avvisato e costantemente aggiornato il presidente di Lega Abodi sulla reale situazione del Pisa rappresentandogli la lontananza sempre più marcata fra la proprietà e la città.
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