Italia
Mian si dimette da presidente onorario del Pisa di Petroni
"Il mio ingresso serviva solo per riappacificare gli animi, non è stato utile e non volevo altri ruoli"
PISA. "E' opportuno che io compia un atto di disimpegno dalla posizione espressa nel Pisa Calcio". Così Maurizio Mian, presidente del Pisa dal 2002 al 2005, chiude la sua avventura nel club presieduto (sino a sabato prossimo, salvo cessione delle quote) da Fabio Petroni.
Spiega lo stesso Mian: "Ho già anticipato questa necessità nei giorni scorsi al sindaco Filippeschi. Il mio ingresso nella società nerazzurra, il 2 agosto scorso, nel ruolo di presidente onorario e senza alcuna altra posizione né intervento economico, era in funzione di una volontà positiva di pacificare gli animi in una situazione che sava diventando troppo polemica. Speravo infatti di poter fare mediatore da un lato fra il club e i tifosi e dall'altro fra il club e Rino Gattuso che si era dimesso nei giorni precedenti ma speravo potesse rientrare".
E poi cosa è successo? "Avendo riscontrato invece che questa mia mossa non aveva sortito alcun effetto, anzi che non era cambiato affatto l'atteggiament del pubblico, la mia presenza non è più utile a nessuno. E' giusto quindi fare una dichiarazione di disimpegno e tornare nella situazione di prima, da semplice tifoso, senza svolgere alcuna attività nell'ambito del Pisa". L'ex presidente non usa però toni polemici nei confronti dell'attuale proprietà: "Il mio disimpegno non è un atto di sfiducia, verso nessuno. Auguro al Pisa di avere grandi successi e che la situazione della società venga risolta quanto prima, e alla squadra di condurre un campionato di vertice".
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Tutta la vicenda, come detto, è nata martedì 2, quando lo stesso Mian annunciava: «Sono il nuovo presidente onorario del Pisa», aggiungendo: «Cercherò di far rientrare Gattuso in panchina. E mettere pace a questa situazione che si è creata». Spiegava il farmacologo pisano: «In tutte le migliori famiglie ci sono dei litigi, perché non proviamo a ricomporre questo e a ripartire insieme?».
Gli interlocutori però la pensavano diversamente, tanto che poco dopo arrivava un secco comunicato della società: «L'Ac Pisa 1909 comunica che il dottor Maurizio Mian ha accettato di presiedere il nuovo Cda della società che vedrà come vice presidente Lorenzo Giorgio Petroni (figlio del presidente uscente Fabio Petroni) e come consiglieri il dottor Giuseppe Tambone (confermato) e l'avvocato Vincenzo Taverniti, il quale sarà consigliere delegato. Primo compito del Cda sarà quello di individuare di concerto con il dg Fabrizio Lucchesi, al quale è stata confermata piena fiducia, il tecnico più qualificato per sostituire Gennaro Gattuso alla guida della prima squadra».
E intanto l'avvocato Taverniti, membro del Cda con piene deleghe di Petroni, annunciava a 50 Canale. «Gattuso? Abbiamo accettato le dimissioni. Sarebbe tornato in caso di cambio di proprietà, questo non è avvenuto». Mian chiarì immediatamente: «Io non sono il presidente del Cda, non ho firmato nulla. Ho accettato di fare solo il presidente onorario, credo che sia importante aiutare il Pisa in qualche modo, con spirito di collaborazione. Non ambisco a una carica direttiva». E la vicenda Gattuso? «Siamo molto amici con Rino e ora temo di perderla, questa amicizia, perché per ora non sono riuscito a convincere la proprietà a farlo ritornare».
Troppo tardi, e cioè a distanza di un giorno, Mian fu autorizzato a richiamare Gattuso. E ormai le parti si erano allontanate in modo definitivo. Venerdì 5 agosto il Pisa corresse il tiro anche con i futuri ruoli societari: "Sabato 13 sarà nominato il nuovo Cda nella persona di Marco Calleri che svolgerà il ruolo di presidente, di Lorenzo Giorgio Petroni quale vice presidente, di Giuseppe Tambone quale consigliere e richiedendo a Maurizio Mian di svolgere il ruolo di presidente onorario".
Ma ormai Mian aveva di fatto chiuso questa esperienza, ed ora arriva il suo disimpegno ufficiale. Con amarezza, perché lui sperava con tutto il cuore che i dissidi avrebbero potuto essere ricomposti e si era adoperato proprio in questa direzione.
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