Petroni esce dall’ospedale arresti domiciliari in villa
Tensioni nel Cda, Minghetti medita di mollare. Freggia: io non scappo
PISA. Il presidente del Pisa Fabio Petroni ha scelto la sua villa in Maremma, la tenuta agricola dell'Uccellina, raggiunta ieri pomeriggio, per gli arresti domiciliari che gli sono stati confermati dalla Cassazione nell'ambito dell'inchiesta per il crac della “Terravision Rome Airport Scarl”.
Petroni risiederà nella villa familiare sino al termine degli arresti, che i suoi legali confidano sia quasi immediato: giovedì infatti l’avvocato Massimo Krogh presenterà il ricorso per la revoca. Lo stesso Petroni, uscito ieri dal Policlinico di Roma dove era stato ricoverato per un problema cardiaco, si è detto ottimista: «Da questa vicenda usciremo più forti di prima».
Intanto l’avvocato bolognese Claudio Minghetti avrebbe deciso, anzi già annunciato, di uscire dal Cda del Pisa. Minghetti, da noi contattato telefonicamente, non conferma ma neanche smentisce: «Non ho mai rilasciato dichiarazioni in merito, né credo sia opportuno farlo adesso». L’avvocato Minghetti, molto vicino a Rino Gattuso, era peraltro il presidente designato qualora un anno fa la cordata Gattuso-Lucchesi avesse preso la Carrarese.
Infondate le voci riguardanti il vice presidente Giancarlo Freggia: «Non scappo di certo, - risponde il diretto interessato - sto lavorando con Lucchesi e Gattuso per la nuova squadra. Con il presidente ai domiciliari che vicepresidente sarei se abbandonassi la nave? C’è da mettere in sicurezza il gran lavoro fatto da loro due, soprattutto a fronte dei problemi di Petroni. Anzi cercherò di convincere Minghetti a rimanere. Certo, l’impatto con le ultime notizie è stato duro, anche nel fronteggiare le domande di giocatori e procuratori. Ma siamo tutti al nostro posto».
E in futuro? «Dovrà essere la proprietà a decidere. Se Petroni cederà a un altro il suo posto, e se ci saranno novità del Cda è ovvio che dovremo confrontarci. E se non mi volessero più ne prenderò atto. Ma oggi sono il vice presidente del Pisa e sono fiero di lavorare per la squadra della mia città».
Abbiamo scritto nei giorni scorsi che il Pisa sta correndo sul filo del rasoio: non è detto che perda l’equilibrio, ma la situazione è pericolosa e gli equilibri molto instabili. In pratica, bisogna capire se i patti del “pranzo di Gallarate” siano sempre validi, o se le parti coinvolte ritengono che lo siano.
Sul piano operativo, Lucchesi e i suoi stanno lavorando a pieno ritmo e Gattuso non si sta comportando come uno che medita di andare via: al contrario, l’atteggiamento è quello di chi progetta una stagione intensissima con i suoi ragazzi. Lo stesso Gattuso, nel fine settimana aveva lungamente parlato con l’avvocato Taverniti nel ritiro di Storo, in un’atmosfera definita positiva e amichevole.
Naturalmente, l’evoluzione della vicenda va seguita giorno per giorno. Fra Pisa e Storo si sta lavorando a pieno ritmo per sopperire alla forzata assenza di Petroni, ma bisognerà vedere come lo stesso presidente e la Britaly Post decideranno di muoversi in merito ai possibili nuovi innesti nella compagine societaria.
Antonio Scuglia
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