Il Tirreno

Pisa

No della Procura: negati i domiciliari in villa a Petroni

di Antonio Scuglia e Mario Neri
Il presidente del Pisa, Fabio Petroni
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Il presidente del Pisa, Fabio Petroni

Il presidente del Pisa è nella sua casa di Roma. L'avvocato Massimo Krogh presenterà a breve il ricorso per la revoca della misura cautelare

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PISA. Contrordine. Il presidente del Pisa Fabio Petroni non può stare nella sua tenuta in Maremma, la Tenuta agricola dell'Uccellina, per gli arresti domiciliari che gli sono stati confermati dalla Cassazione nell'ambito dell'inchiesta per il crac della “Terravision Rome Airport Scarl”. Il no è arrivato dalla Procura che non considera il luogo adatto. L'imprenditore si trova quindi nella asua casa romana. Il suo avvocato di fiducia Massimo Krogh confida comunque che la misura abbia una durata brevissima. Giovedì 28 infatti Krogh presenterà l'istanza per la revoca del provvedimento cautelare.  Lo stesso Petroni, che fino a lunedì 25 è stato ricoverato al Policlinico di Roma per un problema cardiaco, si è detto ottimista: "Da questa vicenda usciremo più forti di prima". La rassicurazione ai suoi familiari riguarda anche la società nerazzurra.

La vicenda di Petroni ha scosso molto Pisa, perché l'imprenditore romano è anche presidente e proprietario, tramite Britaly Post, della squadra di calcio cittadina. Ma la stessa presidenza ha chiarito come «non vi sia alcuna relazione tra la vicenda processuale e la vita sociale del Pisa Calcio, sicché non è possibile ipotizzare nei confronti della società calcistica alcuna ripercussione. L'azione della società Ac Pisa proseguirà quindi in modo ancora più incisivo rispetto a quanto realizzato dal 18 gennaio ad oggi».

Afferma Vincenzo Taverniti, avvocato e membro, come lo stesso Petroni, del consiglio di amministrazione del Pisa: «Siamo molto dispiaciuti per questa vicenda, ma soprattutto per i problemi di salute del presidente, che ha avuto un collasso dopo un periodo di grande lavoro ininterrotto e di pesante stress. Quanto alle vicende giudiziarie, sono sicuro come lui che finiranno bene. Per noi è incomprensibile questa decisione relativa alla misura cautelare e voglio ricordare che Petroni non ha mai subìto nessuna condanna».

Cosa cambia per il Pisa calcio? «Non c'è nessun tipo di problemi, il Cda è operativo al cento per cento. Dal punto di vista societario, ribadisco oltretutto che il Pisa è controllato da Britaly Post tramite Carrara Holding, non è un ramo di Terravision. Dall'8 luglio il consiglio ha dato tutte le deleghe a Petroni e in via subordinata a me, per l'ordinaria e straordinaria amministrazione. Come vedete abbiamo lavorato senza soste e abbiamo praticamente completato la squadra in netto anticipo rispetto a molti avversari. Vi dirò di più: la volontà del presidente Petroni e mia, condivisa dal resto del Cda, è quella di un Pisa ambizioso. Anche se sappiamo che nessuno ci farà regali, come peraltro si è visto sin da quando siamo arrivati, fra richieste di penalizzazioni nella passata stagione e contestazioni sulla prima fideiussione in quella attuale. Ma avevamo ragione prima e dopo».

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