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Braiati: che soddisfazione rivedere i nerazzurri in B

Braiati: che soddisfazione rivedere i nerazzurri in B

Il centrocampista continua a giocare e ora fa parte della Portuense (Promozione) Intanto ha aperto un Bed&Breakfast che si trova nei dintorni di Ferrara

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PISA. Professionista tra i dilettanti, come ce ne sono tanti. Ma se uno è stato nelle giovanili di Spal e Juventus, ha giocato in serie B e ha lasciato un segno in piazze come Pisa e Novara, qualcosa di speciale deve avere per forza. Edoardo Braiati, intervistato dalla Nuova Ferrara, si appresta a ripartire per un’altra stagione da protagonista. Lo farà nelle fila della Portuense, in Promozione. «Ho deciso di tornare - dice Braiati - perché a Portomaggiore mi ero trovato bene. Vado solo dove posso giocare a calcio senza avere troppi altri pensieri. E poi perché conosco mister Daniele Buriani e tanti altri con cui avevo stretto ottimi rapporti di amicizia al di fuori dello spogliatoio». Centrocampista duttile, classe 1980, nonostante gli infortuni nel calcio dilettantistico può ricoprire molti ruoli. «Finché il fisico me lo permette, resto a disposizione - scherza Edo -; per fortuna non ho problemi di peso, il mio metabolismo mi consente di essere sempre in forma e poi mi sento bene. Nella mia carriera non sono stato particolarmente fortunato, ho dovuto far fronte a problemi come l’ernia al disco e tanti infortuni alle ginocchia. Forse, se la dea bendata avesse avuto un occhio di riguardo, sarei rimasto nei professionisti più a lungo, ma non mi lamento».

Il Pisa è torna in B insieme alla Spal: «Mi fa piacere per i pisani che hanno un tifo caloroso. Sono contento per entrambe: per la mia Spal e per il Pisa per cui ho giocato nel suo ultimo anno di B. La storia si ripete e ora queste due società sono meritatamente tornate in auge. Di Pisa ricordo che avevano una curva molto calorosa, che era difficile da accontentare. Serve personalità per giocare in piazze come quella. Anche la Spal ha un grande tifo, basta vedere come ha seguito la squadra nei momenti salienti della stagione». Altra peculiarità di Edo è il cognome che porta: suo papà è Paolo, presidente regionale della Federcalcio: «Con mio papà ho un grande rapporto, ci sentiamo spesso, ma non parliamo mai di calcio. Sono orgoglioso della carriera che sta facendo a livello federale, ma ognuno va per la sua strada. Penso abbia fatto bene nel suo mandato e che sia stato apprezzato dalle società; ci mette molto impegno nelle cose che fa e mi fa piacere quando sento attestati di stima nei suoi confronti». Si torna a parlare di Portuense, che ripartirà in Promozione dopo la retrocessione. «Non sono mai annate facili quelle dopo una caduta, ma credo che a Portomaggiore ci siano le basi per fare bene. La società ha lavorato molto sul mercato e sono convinto che ci toglieremo belle soddisfazioni».

Braiati è nato a Ferrara il 25 marzo 1980. Ha iniziato nella Spal, poi è finito alla Juventus (1997) senza riuscire mai ad esordire nella prima squadra. I momenti migliori della carriera dal 2007 al 2009, quando Edo ha vestito la maglia del Pisa dove ha toccato il culmine della carriera. «Sono stati i miei anni migliori - rivela il giocatore -: in Toscana ho vinto il campionato, disputato i playoff di B, sfiorato la serie A l’anno dopo con Ventura allenatore. A livello calcistico è stato un trionfo, rovinato dall’ultimo anno in cui siamo retrocessi. Paradossalmente è stato forse quello in cui ho fatto meglio da calciatore. Nella stagione in cui siamo andati ai playoff era difficile mettersi in luce, perché in squadra c’erano veramente dei fenomeni. Anche se a Pisa sono andato bene, la società a cui resto più legato e affezionato è Novara dove sono rimasto sei anni». Oggi Braiati a Monestirolo (Ferrara) gestisce un Bed&Breakfast che si chiama “Ai Prati” dove sono in corso i lavori per la piscina.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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