Il dolore
Estati calde: la grande beffa della Caf
Trent’anni fa i nerazzurri partirono in ritiro in serie A e poi... si ritrovarono in B
PISA. Anche quest’estate per certi versi, ha fatto registrare un temperatura calcistica molto alta, poi fortunatamente la situazione è cambiata ed ora si può pensare tranquillamente al campo ed al futuro. Ma anche trenta anni fa l'estate pisana fu caldissima, sia pure per altri motivi. Nell'estate del 1986 il Pisa di Romeo partì per il ritiro come squadra di Serie A e poi si ritrovò in B. Al termine della stagione precedente (1985-86), i nerazzurri guidati da Vincenzo Guerini retrocessero in B solo all'ultima giornata. La squadra di Guerini gettò alle ortiche la serie A nelle ultime tre partite: sconfitta casalinga con la Roma (autoreti di Volpecina e di Caneo), crollo a Verona e sconfitta in casa contro la Fiorentina (gol-illusione di Ciro Muro e doppietta di Passarella). L'Udinese si piazzò al tredicesimo posto e di punti ne fece 25, ma una sentenza della giustizia sportiva lo declassò all'ultimo posto per illecito sportivo. Tutto scoppiò il 14 aprile con l'inchiesta della procura di Torino che emise dodici ordini di cattura. Sempre la solita storia del calcio scommesse che sei anni prima aveva condannato il Milan alla serie B. Il Pisa quindi diventò, in un primo tempo, tredicesimo e si salvò grazie alla sentenza della giustizia sportiva il 5 agosto. Fu ingaggiato anche il forte attaccante austriaco Schachner dal Torino. Ma un’incredibile sentenza della Caf riammise l'Udinese in serie A, sia pur condannandolo a partire da -9. La reazione fu un misto di rabbia ed incredulità. La prima gara ufficiale venne disertata dalla tifoseria in segno di protesta. Pisa-Torino di Coppa Italia si svolse dinanzi a migliaia di lumini stesi sugli spalti.
Simone Martini
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