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Pisa

L’intervista sul magazine ufficiale della lega

Mannini e un 16 scelto... perché rimaneva solo quello

Mannini e un 16 scelto... perché rimaneva solo quello

PISA. La sua maglia numero 16 ha terrorizzato gli avversari nei playoff, un numero inedito per lui, che però lo riproporrà anche in B. Parola di Daniele Mannini, 33 anni, intervistato de BMagazine,...

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PISA. La sua maglia numero 16 ha terrorizzato gli avversari nei playoff, un numero inedito per lui, che però lo riproporrà anche in B. Parola di Daniele Mannini, 33 anni, intervistato de BMagazine, la rivista ufficiale della Lega B (www.legab.it/b-fan/b-magazine): «Volevo che fossero i miei compagni a scegliere per primi i numeri- sorride Daniele, - io ho preso quello che era rimasto. Pensavo solo a vincere i play-off, non mi interessava altro. Avevo persino smesso di parlare con la stampa, proprio perché volevo evitare qualsiasi distrazione. E poi i giocatori si ricordano per il loro cognome, non per il numero».

Per lui un’annata incredibilmente felice: sul piano personale con la nascita a gennaio della prima figlia Adele, di quello professionale a giugno con la promozione in B portando la fascia di capitano al braccio. In campionato ha messo a segno 7 reti, di cui 3 nei play-off. «Tornare in B - racconta - è una sensazione fantastica. Per me significa confrontarmi di nuovo con un calcio di qualità, nel quale il livello è più alto e avere la possibilità di giocare in stadi fantastici».

Cosa gli ha trasmesso Gattuso? «Gli devo molto. Avevo bisogno di un allenatore come lui, è stato un esempio. Mi sono lasciato trascinare dal suo modo di fare, senza scene né finzioni. Mi ritengo fortunato ad averlo conosciuto. Lo ringrazio perché mi ha reso una persone migliore, a prescindere dalla promozione.»

Ricorda ancora Mannini: «Da bambino ho vissuto gli anni della Serie A, andavo allo stadio a vedere mio padre Alessandro e so bene quanto sia forte l’amore dei tifosi per questa maglia». Dopo la promozione «lui era più contento di me In passato anche lui aveva sofferto durante i periodi bui della mia carriera, per questo oggi gioisce il doppio. Ora che è nata Adele capisco quanto un genitore possa star male quando le cose per i figli non funzionano.» Adele, appunto. Il dono più bello prima della Serie B. «Non pensavo che con la sua nascita le mie energie triplicassero. Ogni volta la guardavo e mi ripetevo che non sarei tornato a casa se non mi fossi dannato l’anima per raggiungere l’obiettivo.»

E ora? «Ci godiamo il momento, stacchiamo la spina per qualche settimana orgogliosi per avercela fatta con le proprie forze, senza l’aiuto di nessuno. E poi ripartiremo».

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