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Il curioso caso del Benevento

Il Benevento ha risolto con qualche giorno di anticipo una situazione societaria curiosamente molto simile a quella del Pisa. Anche nel Sannio c'erano due soci al 50%: il presidente Fabrizio Pallotta...

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Il Benevento ha risolto con qualche giorno di anticipo una situazione societaria curiosamente molto simile a quella del Pisa. Anche nel Sannio c'erano due soci al 50%: il presidente Fabrizio Pallotta con i suoi finanziatori e il vecchio patron Oreste Vigorito, che aveva esercitato una clausola per il recupero di metà del pacchetto azionario (il Benevento è una spa). Il braccio di ferro si è chiuso con le dimissioni di Pallotta, davanti all'ostilità della piazza campana, favorevole invece al ritorno al comando di Vigorito, rimasto sempre come sponsor principale del sodalizio giallorosso, bisognoso di ripianare i debiti di gestione per non mettere a rischio l'iscrizione ad uno storico campionato di B. Nel mezzo l'allenatore della promozione Gaetano Auteri, che aveva rescisso il proprio contratto in assenza di chiarezza e che si è posto in aperta rottura con alcuni esponenti della dirigenza dell'ultimo campionato. L'ex tecnico della Nocerina sembrava disposto a rimanere in caso di ritorno di Vigorito ed invece un recente scambio di telefonate e di comunicati, complicati da qualche equivoco o forse dal semplice gioco delle parti, si è concluso con il definitivo benservito ad Auteri, sostituito da Baroni. Una situazione ancora in divenire, ma con il volante di nuovo al 100% fra le mani di un imprenditore, magnate dell'eolico, che in passato ha generosamente investito senza vincere, ma che adesso torna in sella per conservare e migliorare la categoria appena raggiunta dalla società giallorossa. (m.b.)

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