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Gattuso disposto a restare a Pisa: ecco come

Rino Gattuso
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Rino Gattuso

Il tecnico ama la città e il tifo ed ha già rifiutato offerte da altri club, ma va evitata la penalizzazione

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PISA. Lo aveva detto più volte in conferenza stampa, prima degli impegni dei playoff. Lo ha ripetuto agli oltre diecimila tifosi che stipavano l’Arena Garibaldi, in occasione della festa per la promozione in serie B. Gennaro “Rino” Gattuso, Pisa se la porta nel cuore. Lo dice per la squadra, che ha portato al traguardo della promozione, con un finale strabiliante. Ma soprattutto per la città. Dove lui e la sua famiglia, hanno trovato l’habitat ideale.

Al punto - ha svelato l’allenatore del Pisa più di una volta - da rinunciare a una serie di offerte allettanti anche economicamente. Ha detto no alla panchina del Kazakisthan; non ha sentito le sirene di una squadra appena approdata in serie A. E non ha voluto accogliere neppure le offerte che sono arrivate da squadre di serie B, in cerca di una guida tecnica. L’ultima delle quali è arrivata proprio in questi giorni, mentre lui è in vacanza all’estero.

È da questa considerazione che si deve partire per tracciare i possibili scenari del futuro del Pisa calcio. Con un punto fermo: Petroni (come diciamo in un altro articolo di questa pagina) è disposto a pagare la quota degli stipendi che va versato entro il pomeriggio di oggi. Il che significa evitare al Pisa una penalizzazione.

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Su una questione occorre focalizzare l’attenzione: questo passo può compierlo solo Petroni, che è l’unico che ha le risorse per farlo. Potrebbe essere il primo requisito per strappare un sì a Gennaro Gattuso, per un altro anno sulla panchina del Pisa. Anche con scenari societari che, negli ultimi mesi, lui stesso, aveva avversato. Che non ci sia amore, tra Gattusoe Petroni, lo hanno capito ormai tutti. Ma, probabilmente se tutti i protagonisti di questa vicenda sono in grado di compiere qualche passo indietro sulle questioni che si sono create, anche la strada per far restare Gattuso a Pisa, diventerebbe con meno ostacoli.

Passi indietro che andrebbero fatti soprattutto su dichiarazioni e prese di posizione che sono state rese pubbliche negli ultimi mesi, da quando è scoppiata la crisi ai vertici societari.

Ognuno dei protagonisti, alla fine, si è trovato coinvolto in questa vicenda in maniera - forse - più del dovuto. Perdendo di vista ciò che i tifosi e la città intera chiedono al club nerazzurro: affrontare senza penalizzazioni, ma anche senza guerre all’interno della società, il campionato di serie B che Gattuso e i suoi ragazzi hanno conquistato sul campo.

La logica per superare tutto questo è stringente: i soci dovranno far fronte agli impegni che evitano le penalizzazione. Una sorta di anticipo da recuperare con i fondi che arriveranno dalla nuova categoria. (e.ch.)

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