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Il presidente: Ringhio, resta Il dg: binomio impossibile

Il presidente: Ringhio, resta Il dg: binomio impossibile

Una giornata all’insegna del botta e risposta tra i comproprietari del club Entrambi si affidano a comunicati stampa, da tempo non si parlano più

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PISA. Due verità a confronto. Quella di Petroni. E quella di Lucchesi. Un duello a suon di comunicati. Eccoli.

Petroni dice... «Giovedì 16 giugno siamo stati contattati dai professionisti di fiducia del dr. Lucchesi con l’intento di definire l’entità di una nostra richiesta di cessione del 50% delle quote della società che controlla l’Ac Pisa 1909. Abbiamo fatto presente che non avevamo alcuna richiesta da formulare e che tuttavia pubblicamente avremmo dato la nostra disponibilità a fare un passo indietro purché Lucchesi versasse quanto necessario all’iscrizione al campionato di serie B e venisse valutato congiuntamente il valore della partecipazione».

«Il 20 giugno 2016 i medesimi professionisti ci hanno informati dell’intenzione di Lucchesi di cedere le proprie quote. Abbiamo quindi concordato un incontro per il 21 giugno, a seguito del quale è emerso quanto segue: Britaly potrebbe provvedere, previa iscrizione del pegno sulle quote di proprietà del dr. Lucchesi, a garantire l’iscrizione dell’Ac Pisa 1909 al campionato di serie B 2016-17 ed ha dato la disponibilità a valutare l’acquisto delle medesime quote entro e non oltre il 15 luglio 2016 in base alla perizia che verrà effettuata da parte dei due professionisti di fiducia auspicando che Gennaro Gattuso continui ad allenare l’Ac Pisa 1909 anche per la prossima stagione».

«A testimonianza della massima disponibilità oggi, mercoledì 22, alle ore 19 il dr. Petroni sarà presente presso lo studio del notaio Caccetta nella speranza che il senso di responsabilità prevalga da parte di tutti e che con la presenza del dr. Lucchesi si possa procedere a quanto sopra indicato».

«Facciamo presente che siamo stati i primi a riconoscere i meriti del dr. Lucchesi per il successo ottenuto e che le anomalie gestionali a cui ci siamo riferiti riguardano atti dispositivi per i quali non è stata acquisita né la firma né il parere dell’avv. Vincenzo Taverniti che, insieme a Lucchesi, è delegato all’amministrazione dell’Ac Pisa 1909».

...Lucchesi risponde. «Non intendo in alcun modo farmi trascinare in questo tritacarne mediatico costruito dal dottor Petroni. Voglio precisare, con fermezza, che l’unica cosa certa di tutta questa annosa vicenda è che non ci sono le condizioni affinché questo binomio societario rimanga tale. Evito di entrare nel merito della mistificazione della realtà propinata in questi giorni nei vari comunicati che hanno determinato il crearsi di un clima di terrorismo psicologico che ormai si respira in città, nei tifosi e negli imprenditori i quali mi hanno ribadito più di una volta che con il dottor Petroni in società non rimangono e/o non entrano».

«Sono due mesi che chiedo il prezzo per liquidare il 50% di proprietà di Britaly, senza ottenere risposta: rinvii continui, almeno sei dinieghi, incontri tra i professionisti e lo spirito di non intralciare i playoff mi hanno portato ad oggi. Non ho accettato e non accetterò nessun balzello di proposte unilaterali volte a impostazioni che di impresa calcistica non hanno niente a che vedere».

«Ritengo follia anche solo pensare di proporre il rinvio al 15 luglio della definizione dell’assetto societario, prolungando lo stallo operativo che è dannoso e rende impossibile l’allestimento di una squadra, l’assunzione di un allenatore e lo svolgimento di tutte le attività programmatiche di una squadra che il 14 di luglio dovrebbe partire per il ritiro».

«Ho deciso di terminare qui la mia avventura professionale e imprenditoriale nel Pisa, mettendo a disposizione del dottor Petroni le mie quote dietro il pagamento di un equo compenso. Ho dato questo mandato ai professionisti di mio riferimento i quali hanno già preso contatto questo pomeriggio con i corrispondenti del dottor Petroni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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