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Cifre, scadenze e nuovi scenari: ecco cosa dicono gli inglesi

di Daniele Benvenuti
Cifre, scadenze e nuovi scenari: ecco cosa dicono gli inglesi

PISA. Nel "duello" tra Lucchesi e Petroni per il controllo del Pisa, con la prima scadenza economica fissata per venerdì, è l'attuale presidente a fare la prima mossa mettendo nero su bianco la...

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PISA. Nel "duello" tra Lucchesi e Petroni per il controllo del Pisa, con la prima scadenza economica fissata per venerdì, è l'attuale presidente a fare la prima mossa mettendo nero su bianco la proposta di acquisto delle quote dell'attuale direttore generale. In un lungo e dettagliato comunicato Britaly Post, la società inglese che di fatto ha messo i soldi nella gestione del Pisa, si offre di coprire gli importi necessari per la messa in sicurezza del sodalizio nerazzurro effettuando l'iscrizione per un totale di poco superiore al milione e 200.000 euro. In cambio Fabrizio Lucchesi darebbe però in pegno il suo 50% delle quote di Carrara Holding, che quindi sarebbero "gestite" dal gruppo inglese (dall'avvocato Taverniti) sotto la vigilanza di un professionista indicato dallo stesso Lucchesi. Che a quel punto potrebbe rimanere nella società con la mansione di direttore sportivo (senza più diritto di voto nel cda) con Gattuso allenatore per stessa ammissione di Petroni nei giorni scorsi.

Disposti a cedere. Britaly Post nel suo comunicato esordisce per smentire una trattativa avviata con Lucchesi ma «Ribadendo di aver già pubblicamente dato la disponibilità a cedere, entro il prossimo 15 luglio, le nostre quote».

I veri conti del Pisa. La società inglese spiega poi la situazione patrimoniale: «Ad oggi sono stati versati, come finanziamento soci, in Ac Pisa 1909 tramite Carrara Holding 1.828.236,93 euro: di cui 1.560.000 euro da parte del socio Britaly e 268.236,93 da parte del socio Lucchesi. Pertanto il socio Britaly vanta almeno un credito nei confronti del socio pari a 645.881,53 euro».

Le scadenze e le cifre. Diciamo subito che il milione e 200.000 euro è necessario per salvare il Pisa e da lì non si può scappare. Ma le scadenze sono comunque dilazionate. Si parte il 24 giugno con i versamenti degli stipendi da marzo a maggio per 410.672 euro, poi il 30 con i contributi previdenziali per altri 367.668,66 euro: il mancato rispetto di questa scadenza porterebbe solo punti di penalizzazione. Il non ritorno è invece il 7 luglio, giorno nel quale oltre a queste due voci, Covisoc chiede anche 429.781,79 euro come completamento della ricapitalizzazione non ultimata: se il Pisa non pagherà (il totale è 1.208.122,45 euro), sarà escluso dalla B. Il 30 giugno, poi, deve essere presentata anche una fidejussione assicurativa di 800.000 euro.

La proposta degli inglesi. «Si auspica sinceramente che il cosìdetto "gruppo Lucchesi" - si legge ancora nel comunicato - adempia ai propri impegni. Tuttavia, e solo nell'ipotesi in cui ciò non dovesse avvenire, per senso di responsabilità ed al fine di salvaguardare un inestimabile patrimonio di emozioni, fiducia e speranze che supera di gran lunga il valore economico della società, formuliamo la nostra proposta. Britaly è disponibile a mettere a disposizione della Carrara Holding srl le somme necessarie per consentire all'Ac Pisa 1909 di iscriversi correttamente e regolarmente al prossimo campionato di Serie B senza penalizzazione, dietro la costituzione di un pegno del 50 % delle quote societarie della Carrara Holding srl nella titolarità del socio Lucchesi. L'atto di pegno verrà depositato presso lo studio del notaio Angelo Caccetta, e tale sottoscrizione dovrà avvenire entro e non oltre le ore 19 di domani. Il socio Lucchesi, con la sottoscrizione del pegno, rimarrà proprietario delle relative quote ma gli atti di amministrazione (ivi compresi i diritti di voto) verranno posti in essere dall'avvocato Taverniti, sotto la vigilanza di un professionista indicato dal socio Lucchesi. Di conseguenza l'Ac Pisa 1909, sarà amministrata, anche alla luce di alcune gravi anomalie gestionali verificatesi nelle ultime settimane, dallo stesso avvocato Taverniti sotto la vigilanza anche del Revisore Unico, dottor Antonio Moretti, sino al 10 luglio».

La fase due. Una volta messa in sicurezza la società ecco la seconda parte della proposta di Britaly, perché uno solo diventi titolare del 100% del Pisa. «Due commercialisti di fiducia indicati dalle parti individueranno il valore societario, su cui ciascuna delle due parti potrà formulare la propria offerta d'acquisto all'altra partendo dal valore minimo individuato dai due commercialisti». Nel comunicato si fa anche l'esempio di una valore del Pisa intorno agli 8 milioni di euro (solo un esempio?); in caso di acquisto da parte di Lucchesi, il dg dovrebbe versare il 50% del valore e pareggiare quanto versato fino ad ora dagli inglesi. Nel caso di acquisto degli inglesi, invece, Britaly verserà a Lucchesi il 50% del valore decurtato da quanto loro già anticipato.

Veleno in coda. «Ogni problematica gestionale, specialmente se pone a rischio la sopravvivenza del club oltre che la sua partecipazione al campionato di Serie B, va a nostro avviso collocata nel proprio alveo naturale – scrive ancora la società inglese – vale a dire in quel contesto societario dove gli azionisti hanno obbligo di adempiere con lealtà e prontezza agli impegni economici e di elaborare un progetto sportivo di alto profilo, valido tanto negli uomini quanto nella struttura gestionale ed operativa. Profili per i quali abbiamo sempre garantito una presenza attenta ed una disponibilità agli investimenti necessari. Poiché nel nostro agire non abbiamo mai posto in essere alcuna prevaricazione o atti illeciti – concludono – si fa presente con chiarezza di possedere tutti i mezzi legali economici ed istituzionali per contrastare qualunque tentativo di ottenere un ingiusto profitto da parte di chicchessia lucrando non solo sul patrimonio dell'Ac Pisa 1909 ma soprattutto speculando sulla passione dei tifosi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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