Il Tirreno

Pisa

Caos Pisa: la guerra sembra finita, Lucchesi e Petroni trattano

di David Biuzzi
Petroni e Lucchesi
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Petroni e Lucchesi

Il presidente disposto a cedere, il direttore generale sta per presentare l’offerta d’acquisto. Ecco le cifre in ballo

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PISA. La notte dei lunghi coltelli ormai sembra passata. Non che sia tornato il sereno, in casa Pisa, ma qualcosa si muove. Anzi, si sta muovendo molto. Dietro la cortina delle dichiarazioni dei contendenti, che ovviamente fa parte del gioco delle parti, c’è qualcosa di diverso, qualcosa di più. C’è una trattativa vera e propria tra Fabrizio Lucchesi e Fabio Petroni. Che, in tempi forzatamente brevi, dovrebbe portare alla soluzione. Alla fine del caos.

La trattativa. E i panni del compratore, oggi, li ha indossati il direttore generale. Già, è Fabrizio Lucchesi, con la cordata di imprenditori pisani che (a vario titolo) lo appoggia, che sta provando a rilevare le quote societarie in mano al numero uno della Terravision Group. Dopo i fuochi d’artificio che hanno accompagnato la settimana del trionfo, insomma, si è passati a fare le cose sul serio. Non a caso, negli ultimi giorni, le sparate sono diventate meno violente, aggressive. Nel frattempo, infatti, i rispettivi legali hanno cominciato a prendere i contatti. Al netto delle tante voci che all’ombra della torre pendente corrono e si rincorrono, però, la svolta sarebbe arrivata soltanto nelle ultime 48 ore. Il primo passo sarebbe stato fatto dal presidente, che avrebbe presentato una richiesta per togliere il disturbo. E Lucchesi ora prepara la sua offerta. Il che, tradotto, significa due cose: la prima è che non c’è un accordo, ma la seconda è che si sta cercando di trovarlo. E in fretta. E visto il panorama delle ultime settimane è indubbiamente un grosso passo avanti. Infatti presto, molto presto, ci sarà un incontro. Non fra i duellanti ma fra i rispettivi legali. Avverrà nel giro di massimo 48 ore.

Il balletto delle cifre. L’esistenza della trattativa è confermata, in maniera diretta e non, praticamente da tutte le parti in causa. Il mistero, invece, è legato alla cifre. In città, nelle ultime ore, sono circolate indiscrezioni e soprattutto numero. Anzi, il numero: 2,5. Come i milioni che avrebbe chiesto il presidente. In realtà non è dato da sapere, anche perché le parti avrebbero deciso di legarsi a un “blindatissimo” patto di riservatezza. E, oltretutto, fra Lucchesi e Petroni non c’è in ballo la sola quotazione del Pisa, ma anche la somma di 1,1 milioni che deve essere versata entro l’ormai prossimo venerdì 24 giugno e che è decisiva per l’iscrizione al prossimo campionato. Cifra che secondo l’attuale presidente spetta alla cordata Lucchesi e che, quindi, potrebbe anche essere esclusa dalla trattativa. Ma qui siamo nel campo delle ipotesi. Avere un’idea di quella che potrebbe essere la quotazione del Pisa, in realtà, non è semplice. Perché la ritrovata Serie B è sicuramente un valore aggiunto, ma anche l’eventuale situazione debitoria e persino il premio da pagare ai giocatori per l’obiettivo raggiunto sono voci che hanno il loro peso. Questo significa anche l’ormai prossimo incontro difficilmente sarà subito risolutivo. La trattativa è complicata. Ma, e non è cosa di poco conto, c’è.

L’ipotesi sui tempi. Quello che importa davvero, però, è che l’accordo arrivi. E in fretta. I tempi ristretti (viste le scadenze) in qualche modo obbligano sia Lucchesi che Petroni a muoversi. Pur con tutte le difficoltà del caso, insomma, il caos poco calmo dell’ultimp periodo potrebbe lasciare il posto a basi più solide sulle quali costruire la nuova stagione.

L’incontro con Ringhio. Ma anche in questo caso, però, emergono altre novità che farebbero pensare a una possibile evoluzione positiva. E a favore di Lucchesi e della Carrara Holding. Ieri pomeriggio, infatti, il direttore generale era in sede dove, intorno alle 15, si è presentato anche Gattuso (col suo staff). Secondo quanto filtra dalle stanze dei bottoni si è trattato di un incontro organizzativo. E neanche del primo. Il dirigente e Ringhio, in sostanza, avrebbero già gettato le basi per costruire il Pisa di domani. Parlando quindi di mercato, con la valutazione sulla rosa (ovvero i giocatori da confermare, da trattanere a tutti i costi o da cedere) e i possibili obiettivi (e qualche nome interessante già circola), ma anche di questioni più tecniche ma comunque significative: dalla composizione dello staff al ritiro, passando per l’organizzazione del lavoro quotidiano. In precedenza, invece, il direttore generale aveva avuto un altro importante summit: con le forze dell’ordine per fare il punto sui lavori per la sistemazione dell’Arena. Segnali di normalità che in un panorama tutt’altro che normale, come sembrava quello del Pisa fino a poche ore fa, rappresentano un messaggio importante per il popolo nerazzurro. Ovviamente, come detto, servirà altro, servirà tempo, ma almeno i primi passi ci sono stati.

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