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Caos Pisa, la prima scadenza si avvicina. I tre possibili scenari
Il dg Lucchesi non replica a Petroni e cerca imprenditori pisani. Ricapitalizzazione: la Holding deve versare circa mezzo milione - LO SPECIALE
PISA. Continua la querelle societaria in casa Pisa e il giorno dopo le dichiarazioni al veleno del presidente Fabio Petroni abbiamo contattato il dg (e socio al 50% con Carrara Holding) Fabrizio Lucchesi che dopo i festeggiamenti post-promozione è impegnato in questi giorni ad organizzare la stagione che verrà. «Non voglio rispondere a Petroni, stiamo lavorando per il Pisa del futuro. Ho ancora negli occhi la notte di domenica e la grande serata di festa di martedì. Una grandissima gioia personale e collettiva che mi ha travolto. Credo che il grande valore aggiunto di questa stagione sia stato il gruppo formato da veri gladiatori, guidati da un grande condottiero come Gattuso».
Imprenditori pisani. Lucchesi però non nega le difficoltà societarie: «Purtroppo esiste una disputa tra due soci che va risolta e anche abbastanza in fretta. Mi auguro che si possa fare ad un prezzo congruo per poter permettere al Pisa di disputare ad alti livelli anche il prossimo campionato di serie B». Sul futuro di Gattuso dice: «Gattuso sarà l’allenatore del Pisa anche la prossima stagione se a breve risolveremo le questioni societarie, altrimenti se ne andrà ad allenare altrove». E Lucchesi? «Se Gattuso se ne andrà da Pisa, anch’io andrò altrove, perché se rimane Petroni non ho intenzione di restare a Pisa. Al momento però - conclude Lucchesi - non ci voglio pensare perché vedo che attorno al Pisa c’è entusiasmo e anche gli imprenditori pisani con cui sto parlando da qualche tempo sono molto interessati alle sorti di questa società».
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Le prossime mosse. Lucchesi ha le idee chiare per quello che riguarda il prossimo futuro: «Io e Gattuso pianificheremo il futuro su questo gruppo, con quattro o cinque innesti per rafforzare la rosa attuale. Noi non vogliamo vendere i nostri giocatori, vogliamo inserire nuovi giocatori che ci possano permettere di fare il salto di qualità in un campionato che sarà molto difficile. Qualche idea ovviamente ce l’ho già». Il dg parla anche della sede del ritiro estivo: «Ho in mente quale potrebbe essere la sede del ritiro, tra Umbria e Toscana, ma ci vorrà ancora qualche giorno per stabilirlo. Ho pensato a quattro location che possano permetterci di prepararci bene nel ritiro estivo». Un’ipotesi è quella di Norcia.
Scadenze: venerdì 24. Lucchesi non si sbottona più di tanto, mentre è cominciato il conto alla rovescia delle scadenze. Al di là di ogni valutazione sui personaggi di questa vicenda, il Pisa in serie B ci va davvero solo se paga tutto quello che deve pagare. E sono tanti soldi in poco tempo. Il punto di non ritorno per il Pisa, e di conseguenza per la sua splendida promozione in serie B, è il prossimo 24 giugno. In quella data infatti bisogna adempiere ad alcuni obblighi di natura finanziaria per un importo intorno al milione e 100.000 euro. Per venerdì della prossima settimana la Covisoc pretende le dichiarazioni di avvenuto pagamento degli stipendi dei giocatori e altri tesserati relativi ai mesi di marzo, aprile e maggio. E ancora pretende certificazioni di avvenuto pagamento degli stipendi (dal 1° luglio 2015 al 31 maggio 2016) di figure non tesserate Figc, ma che lavorano nella società come ad esempio team manager e addetto stampa. Scadenze che vanno onorate a prescindere dalla diatribe tra i due soci, pena la mancata iscrizione della società.
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Gli scenari. Una scadenza molto vicina e che apre scenari che proviamo ad immaginare stando alle ultime dichiarazioni soprattutto del presidente Fabio Petroni. Il patron di Terravison ha ribadito più volte sul nostro giornale che il milione e 100.000 euro spetta completamente a Lucchesi, visto che la società romana (attraverso la controllata inglese) ha già versato nelle case del Pisa un milione e 700.000 euro. «Il signor Lucchesi ha finora versato 400.000 euro - ci ha spiegato il presidente - e quindi è del tutto evidente che la parte che manca rispetto al nostro impegno economico è quella che dovrà versare entro il 24 giugno». Ma se Lucchesi non versa la sua quota? Petroni, tra le righe, ha lasciato capire che non coprirebbe il debito nelle attuali condizioni e cioè con una società al 50%. Ma al tempo stesso non lascerebbe certamente che il Pisa appena promosso in serie B vedesse cancellare l’incredibile conquista ottenuta sul campo. Quindi le ipotesi sono sostanzialmente due.
- La prima: Lucchesi versa quanto necessario alla scadenza del 24 giugno. A questo punto i due soci pareggiano, di fatto, gli investimenti, il Pisa è in serie B e quindi si può pensare al discorso quote. Uno dei due quindi potrebbe acquistare l’altra quota liquidando l’altro su una valutazione della società ancora però da capire e definire.
- La seconda: Lucchesi non paga alla scadenza. A questo punto Petroni potrebbe pagare lui per salvare il Pisa, ma pretendendo, probabilmente, che quei soldi siano anche il costo della quota di Lucchesi diventando così proprietario dell’intero pacchetto azionario.
La terza strada. Proponiamo un terzo scenario. Una cordata di imprenditori vicini all’attuale direttore generale copre il debito del 24 giugno, entra con capitale fresco nella società sempre però a metà con Petroni. Lucchesi potrebbe a quel punto svolgere il suo ruolo di direttore sportivo, come lo stesso Petroni non ha escluso, con Gattuso come allenatore. Rimane comunque la data del 24 giugno come snodo cruciale, ma non solo quello. La ricapitalizzazione dell’Ac Pisa sancita davanti al notaio Caccetta nel marzo scorso non è ancora compiuta, visto che resta ancora da pagare la parte a cui non ha provveduto Carlo Battini di spettanza della Carrara Holding. Una cifra intorno ai 500.000 euro
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