Gioco
Petroni: «Abbiamo già fatto un’offerta per essere “padroni” del Pisa»
Il presidente nerazzurro: «Il primo passo però deve farlo Lucchesi. Versi i soldi della parte restante della capitalizzazione»
PISA. «Non voglio certo rimanere a dispetto dei santi, ma per il passaggio delle quote ci devono essere precise condizioni da rispettare». Il presidente del Pisa Fabio Petroni, il giorno dopo la festa promozione all’Arena in cui ha scelto di non partecipare (inviando un durissimo comunicato nei confronti di Lucchesi e Gattuso senza mai peraltro nominarli), illustra il percorso che deve essere intrapreso per uscire da un muro contro muro che rischia di non portare a niente.
Percorso che si deve sviluppare anche in tempi rapidi, visto che a fine mese ci sono due scadenze fondamentali per l’iscrizione del Pisa alla serie B: una ricapitalizzazione da 1 milione e 100.000 euro ed una fidejussione assicurativa per un importo di 800.000 euro da presentare.
E proprio da queste cifre parte il ragionamento di Petroni: «Ribadisco che nessuno vuol rimanere a tutti i costi, ma occorrono fatti e non certo parole. La mia società ha messo nel Pisa 1 milione e 700.000 euro, Lucchesi o chi per lui 400.000 euro. Logico dunque che la parte restante deve essere versata dallo stesso Lucchesi (quindi il milione e 100.000 euro con scadenza fine mese). Adempiuto a questo obbligo, il Pisa è al sicuro per quanto riguarda l’iscrizione e quindi i due soci potranno a quel punto parlare delle quote».
Il patron di Terravision fa anche un passo ulteriore: «Una volta che saremo alla pari, la società avrà un valore ben definito che magari faremo determinare da una struttura ad hoc. Ecco, a quel punto se Lucchesi vuole il 100% del Pisa dovrà pagare a Terravision la metà del valore di una squadra che ora è stata promossa in serie B. Per quanto ci riguarda, la nostra offerta per prendere tutto il Pisa l’abbiamo già formulata domenica sera».
Una sottolineatura tutt’altro che marginale, quella del valore (maggiore) di una società in B. Sottolineatura che comunque vale anche per Terravision nel caso volesse rilevare il 50% delle quote di Fabrizio Lucchesi. Quindi è del tutto evidente che il futuro del Pisa e della posizione dei due soci è legato alla scadenza dell’iscrizione.
E nel frattempo? È ancora Fabio Petroni ad illustrare la situazione dal suo punto di vista. «Ho parlato con il sindaco Marco Filippeschi illustrando lo stato delle cose - spiega il presidente del Pisa -. Io ovviamente con Lucchesi personalmente non parlo, saranno i tecnici della mia società a contattarlo».
Il presidente nerazzurro, trovandosi a Roma, non ha visto la serata dell’Arena ma gli hanno detto del ringraziamento pubblico fatto a Terravision da Gattuso. «Mi ha fatto piacere - ci dice -, anche perché personalmente non ho niente con Gattuto. Anzi, sono stato io difenderlo quando in inverno le cose avevano preso una brutta piega e si sentivano i primi mugugni nei confronti del tecnico. Gattuso è un tecnico emergente che a Pisa ha fatto benissimo. La piazza lo ama e io rispetto il pensiero dei tifosi; loro, per me, sono l’azionista di riferimento. Sicuramente non sarò io a firmare il nuovo contratto di Gattuso a Pisa, ma se chi arriverà al posto nostro lo vorrà in panchina, ritengo possa essere la scelta giusta».
La conclusione di Petroni riguarda i rapporti costruiti con le istituzioni del calcio, a cominciare dai vertici della Lega Pro. «Gattuso ha detto che vuole aprire un ciclo a Pisa. Io me lo auguro. Ma bisogna capire che ci vuole una società all’altezza che curi i rapporti con le istituzioni del calcio e si conquisti credibilità. Noi in questi mesi ci abbiamo provato e, forse, ci siamo riusciti se qualcuno analizza bene l’evolversi della stagione».
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